lunedì 18 gennaio 2016

C'erano una volta...Halter e Doherty



L’editoriale a firma Franco Forte, pubblicato il 13 gennaio sul Blog del Giallo Mondadori, ha dimostrato, per chi non se ne fosse ancora accorto, che, nel settore da edicola delle testate mondadoriane destinate al genere poliziesco, qualcosa è cambiato.
Innazitutto dimostrerebbe che la posizione di Editor, responsabile della “politica editoriale” delle pubblicazioni, si sia notevolmente rafforzata: che mi ricordi, infatti, Franco Forte non era mai sceso in campo, nonostante tenesse il timone da almeno quattro anni, a differenza delle tante volte in cui aveva invece “parlato” ai lettori Sergio Altieri. Il fatto che per alcuni anni materialmente non si fosse mai presentato, poteva significare che non era sicuro, che voleva essere cauto; il fatto che ora invece esca allo scoperto potrebbe significare il contrario: l’acquisizione di una posizione netta e ben definita, che probabilmente si coniuga ad un certo successo (dice lui) e quindi un rafforzamento delle sue funzioni e delle sue scelte editoriali.
Uso il condizionale, perchè nel mondo editoriale di oggi, dominato ancora da una acuta crisi,  se un Editor è dato a 100 oggi non è detto che tale sia domani.
Da ciò deriva che probabilmente la soluzione dei due romanzi mensili rimarrà fisso per molto tempo, almeno fino a quando un nuovo boom delle vendite non convincerà qualcuno ad allargare l’offerta e magari variegarla: è quello che ci auguriamo tutti.  Ma fino ad allora…avremo un Classico, che presenterà delle ristampe, e un Giallo che presenterà degli inediti, e con la cui formula ci proporranno anche delle antologie di racconti, che in passato era uso fossero presentati dalle raccolte stagionali di “Ellery Queen presenta” e poi dai Super Gialli.
Già in passato i Classici presentavano solo ed esclusivamente ristampe: negli anni ’70, erano il modo per ripresentare delle traduzioni desuete, risalenti magari anche agli anni delle parate oceaniche e dei saluti romani, e tuttavia rinfrescate. Solo in un secondo tempo, negli anni ’90, ampliarono la loro proposta diventando una specie di ibrido: presentavano sempre ristampe, ma affiancandole a proposizione di inediti oppure  di vecchi titoli ma con traduzioni nuove e magari integrali. Così ne I Classici del Giallo Mondadori, se in origine il termine Classico aveva in sé il significato di “perfetto, eccellente, tale da poter servire come modello di un genere”, in seguito diventò sinonimo di “tradizionale”, contrapposto ad altri generi più moderni, rappresentati invece dalle proposte de I Gialli Mondadori. Fino ad arrivare ad un paradosso: dalla metà degli anni ’90, in una continua gara nel proporre nuovi titoli e nuovi autori, i Classici persero la loro connotazione di vetrina di ristampe e molto spesso presentarono inediti che facevano da contraltare a quelli dei Gialli. Così se in origine sul Giallo Mondadori, negli anni ’70 per esempio erano stati presentati romanzi inediti di grandi autori (Agatha Christie, Ngaio Marsh, Christianna Brand, Fredric Brown, etc…), in un secondo tempo si acquisì la tendenza a contrapporre l’inedito appartenente ad un tempo non contemporaneo ne I Classici, e l’inedito anche  di Giallo Classico cioè tradizionale o di altri generi ne Il Giallo Mondadori. Fino a quando non si generò una confusione: mi ricordo che per esempio gli Halter, in un primo tempo erano solo pubblicati ne Il Giallo –in quando di autore contemporaneo e classico – poi, invece, lo furono anche nella Collana dei Classici: probabilmente, nel momento in cui lo si inserì nel novero degli autori che rinverdivano i fasti del passato, e quindi fu considerato una sorta di manierista contemporaneo.

Ho parlato degli Halter perché questi saranno i romanzi che non vedremo per qualche tempo.

Se uno dice Halter a cosa pensa? Camere  Chiuse, Delitti Impossibili, atmosfere sovrannaturali. Beh, la mancanza di Halter ancora per il 2016, significa che l’amante delle Camere Chiuse potrà appagare i suoi “istinti” così maltrattati dall’odierna dirigenza, affidandosi alla Casa Editrice Polillo, che ne ha sfornate parecchie, dalla fondazione della sua collana più ammirata, “ I Bassotti”.  L’unico sfogo mondadoriano del 2016, sarà Il Segreto del Milionario di Helen Reilly, previsto per il mese prossimo, un gran bel romanzo, la cui ultima edizione risale a I Capolavori del Giallo, anni ’50, però ampiamente tagliato. Nel caso si volesse la traduzione integrale si dovrebbe andare con la mente ai mitici Libri Gialli anteguerra. Rivelo uno scoop: parlando ieri, domenica 17 gennaio con Mauro Boncompagni, curatore della collana de I Classici del Giallo Mondadori, egli mi ha detto che ha raccomandato di pubblicare la versione originale de I Libri Gialli. Se così fosse…preparatevi a correre alle edicole i prossimi giorni di febbraio e acquistare la vostra copia. Uso la forma ipotetica, perché anche in altra occasione, Mauro aveva raccomandato di fare qualcosa e non è accaduta: quando fu ripubblicato Poison In Jest, “Piazza Pulita” di John Dickson Carr, la raccomandazione concerneva la possibile integrazione delle parti mancanti ed il rinfrescamento della traduzione..
Si sa che io sono un Halteriano di ferro, e quindi mi aspettavo una maggiore considerazione nei suoi confronti. Che del resto si è persa man mano, nel passaggio da Sandrone Dazieri, agli editor che lo hanno seguito. Dazieri fu l’Editor sotto il quale il romanziere francese esplose letteralmente (mi ricordo anche tre romanzi ad anno, un po’ quello che è accaduto in tempi recenti con la Bowen) mercè l’appassionata difesa di Igor Longo che, dal momento in cui Marianna Basile non potè più per ragioni di salute curarne le traduzioni (aveva tradotto La quarta porta, Testa di Tigre, Il Cerchio Invisibile), si occupò sempre della traduzione di tutti i romanzi dello scrittore alsaziano. Va detto, ad onor del vero, che a proporre la traduzione dei romanzi di Halter fu proprio Igor Longo, che ne fu quindi lo scopritore per Mondadori (per quanto io sappia).

Tempo fa Paul, che ho intervistato circa un anno e mezzo fa, mi disse che i diritti di due suoi romanzi erano stati acquisiti da Mondadori, cioè  Meurtre dans un manoir anglais del 1998, e L'homme qui aimait les nuages, del 1999. Da allora non si è saputo più nulla, e se qualcuno nutriva la vaga supposizione che uno di questi due romanzi, finalmente sarebbe stato pubblicato nel corrente anno, ora ha potuto appurare che la sua vaga speranza è stata rimandata di non so quanto tempo: certamente di un altro anno, se non…
E’ anche vero però che quando fu scoperto, e nessuno lo conosceva in Italia, di romanzi da pubblicare ce n’erano tanti. E guarda caso si puntò, furbescamente, su quelli che avrebbero potuto far esplodere la serie, i migliori: uscirono, quando ancora Il Giallo adottava il formato paperback con due colonne per ogni pagina,  La quatrième porte, considerato il capolavoro di Halter, e La tête du tigre, entrambi pubblicati nel 1995. E poi a seguire gli altri: Le cercle invisible e  L'image trouble nel 1997, La mort vous invite e A 139 pas de la mort nel 1998, Le crime de Dédale  e  Le brouillard rouge nel 1999, e così via.  In teoria, del ciclo di Alan Twist, che è quello maggiormente conosciuto in Italia, compresi i due romanzi a me citati da Halter stesso, da pubblicare in Italia, ce ne sarebbero ancora 8; e 12 con o senza altro personaggio fisso. In tutto altri venti romanzi!
Venti!

Il fatto che non li si pubblichino più significa due cose alternativamente:
o che Igor Longo abbia perso il peso che aveva un tempo in seno alla Redazione del Giallo Mondadori oppure che il romanziere francese non venda più.
Francamente la seconda ipotesi sarebbe un assurdo, se davvero fosse così , perché in altre parti del mondo, Paul  è letteralmente venerato: pochi giorni fa, il mio amico John Pugmire ha messo in vendita in USA il romanzo da lui tradotto, La Mort vous invite da noi pubblicato nel 1998 sotto il titolo “Le mani bruciate”. E il fatto che Halter, appena finisca di scrivere dei racconti, essi vengano immediatamente pubblicati su EQMM, dimostra la validità dell’autore. Quindi…mi verrebbe da dire che la prima ipotesi è quella più fondata: per qualche ragione, Igor Longo ha perso aderenze nella redazione. E in fin dei conti, non solo il sottoscritto, ma anche John, Roland Lacourbe, Philipp Fooz e tanti altri non lo sentono da parecchio tempo, compreso Mauro Boncompagni, più o meno dagli stessi tempi da cui non lo sento più io. Persino Giulio Leoni, che era anche suo amico, me ne chiese notizie.
Perdendo in sostanza un difensore, Halter ha perso in Italia chi ne perorasse la pubblicazione delle opere. Questo ritengo, salvo errori di cui chiederei ammenda. Ma al momento non c’è altro da pensare.
Un’altra ipotesi, spinge in altra direzione per spiegare il progressivo disaffezionamento della Mondadori da inediti, concernenti Camere Chiuse e Delitti Impossibili, tutti romanzi con Plot molto tenebrosi e pesanti (anche se gli Halter, narrativamente parlando, sono sempre parecchio leggeri, come tutti i romanzi francesi del genere, esclusioni fatte ovviamente per alcuni romanzi di Vindry): il fatto che, statistiche alla mano, il bacino di utenza del pubblico mondadoriano si è spostato verso una quota consistente di pubblico femminile, che apprezza particolarmente le storie gialle ma brillanti, tipo Bowen, o quelle edoardiane e consimili, tipo Perry. E quindi, ovviamente, se il salumiere vende il culatello ed il pubblico richiede lo speck, prima o poi, se non vuole chiudere “baracca e burattini”, vedrai che a fianco del culatello, il salumiere venderà anche lo speck.
Comunque sia, anche se si stima circa un 70% di pubblico femminile tra i lettori dei Gialli mondadoriani ( e questo spiegherebbe il perché del tracollo della gestione Altieri che puntava verso prodotti “molto duri”, cioè i romanzi degli autori italiani, cloni di Stefano De Marino), non si può per forza attribuire a tutto quel 70% gli stessi identici gusti: so per certo, per esempio, che ci sono parecchie lettrici a cui piacciono i Romanzi delle Camere Chiuse, giacchè sono anobiane, ed io in Anobii da anni ci sguazzo.
Devo proprio chiedere a Paul se qualcuno dei suoi romanzi non ancora pubblicati in Italia (non credo che ne vedremo più), sia venduto anche in ebook. La forma digitale, infatti, darebbe a noi lettori italiani la possibilità di tradurre, per chi non lo sappia fare direttamente a mente, tramite i supporti adatti, cioè i traduttori on line o quelli a pagamento, tipo Babylon , la possibilità di leggere i suoi romanzi, forse in un italiano molto raffazzonato, come è quello dei traduttori, ma certamente capibile.
In attesa di ciò consiglio a chi ne avesse letti pochi, di frugare tutti i negozi di libri usati e fumetterie che vendano gialli, perché solo lì è possibile ancora trovare Halter di parecchi anni fa.
Del resto il discorso fatto per il mio amico Paul, vale anche per Doherty, i cui romanzi sono stati ampiamente pubblicati fino a sette otto anni fa, poi…la nebbia. 
Anche per Doherty vale per me l’ipotesi che Igor abbia perso terreno nell’influenza sulle scelte direttoriali. E questo è una grande sconfitta per tutti noi, perchè assicurava, finchè è stato un consigliere molto apprezzato, un parco di titoli del tipo che piace a noi tutti.
E Doherty piaceva molto in Italia. E soddisfaceva anche il pubblico a cui piace il giallo storico, oltre che quello cui piacciono le Camere Chiuse.
Igor Longo ha perso terreno, io penso, anche perchè coloro che lo appoggiavano sono venuti meno. E quindi è rimasto solo a combattere da solo contro i mulini a vento. Io credo che occorre a questo punto che noi tutti gli diamo una mano, perchè a Igor Longo si chieda di uscire dal solitario eremo in cui si è rinchiuso.
Quale alternativa abbiamo? Di farci sentire a gran voce. Come? Inviando email al Giallo Mondadori.Vi posso assicurare che quando arrivano le email, vengono lette alla Mondadori. Molti anni fa, quando già cominciavano a latitare gli Halter, ne scrissi due di lettere email e seppi che erano state lette e commentate. Oltre ovviamente quella che inviai all'epoca di Sandrone Dazieri, cui mi rispose lui stesso e mi indicò come pormi in contatto con Igor Longo.
Scriviamo tutti a giallomondadori@mondadori.it (non scrivete sul Blog chiedendo le stesse cose, perchè Forte lì non partecipa e vi risponderebbero i soliti, quelli che paludono a scena aperta a tutto quello che fanno i responsabili, e quindi la vostra richiesta morirebbe lì) e facciamo sentire anche la nostra voce in merito alla programmazione poliziesca da edicola. Così i responsabili non leggeranno solo richieste a furor di popolo di Bowen e Gardner (a patto poi che sia effettivamente vero),  ma anche di Halter e Doherty.

Chissà, allora, che qualcuno non si ricordi anche di noi.

Pietro De Palma