mercoledì 19 aprile 2017

Carter Dickson : L'Appartamento disabitato (The Empty Flat, 1940) da "Dipartimento Casi Bizzarri" - trad. Mauro Boncompagni - il G.M. 2175 del 1990

Come dissi molti anni fa, nel mio primo e fortunatissimo contributo al Blog Mondadori, "I quattro racconti di Bencolin", è accaduto che alcuni racconti di Carr siano stati usati per dare vita a lavori più grandi, siano stati cioè ampliati. Io non parlerei di cannibalizzazione, termine usato da un amico oltreoceano, John Norris, per definire l'appropriamento dei subplot di un racconto da parte di romanzi, bensì di ampliamento: Carr quando lo riteneva giusto, utilizzava sue idee già espresse in un racconto precedente, in un romanzo successivo. Questo procedimento è accaduto più volte, e non solo nel suo caso: parecchi autori hanno usato questo modus agendi, da Agatha Christie a Craig Rice. Perchè allora stupirsi? Piuttosto, una volta individuata quest'altra caratteristica carriana, la ricerca e l'individuazione e l'analisi delle sue componenti narrative si affina e diventa più stuzzicante.
E' il caso per esempio di un racconto con protagonista il Colonnello March.
Questi racconti sono tra i più ricchi di inventiva, potrei dire dei banchi di prova talora, talaltra il modo di rispondere a delle sfide: per esempio uno di questi, The Footprint in the Sky, "Impronta in cielo", per quanto sia secondo alcuni non una prova granitica come altre di Carr - a me pare un racconto sublime invece - risponde all'istanza di rispondere, come in una tenzone, alla sfida virtuale lanciatagli dal suo amico Clayton Rawson, che aveva pubblicato il suo romanzo The Footprints on the Ceiling, "Le impronte sul soffitto"
Il racconto che esaminiamo oggi  è "L'appartamento disabitato", The Empty Flat. 
Fa parte della raccolta The Man Who Explained Miracles del 1963 e non invece di quella degli altri racconti con March, The Department of Queer Complaints, del 1941. Qui dobbiamo fare una breve digressione: dopo aver inizialmente creato tutti i 9 racconti con March,  Carr, per ragioni solo a lui note (io penso per ragioni di opportunità legate proprio al racconto oggi da me analizzato, e forse anche per non appesantire troppo l'antologia The Department of Queer Complaints), nel 1941 dette alle stampe  The Department of Queer Complaints con soli sette racconti:


The New Invisible Man
Footprint in the Sky
The Crime in Nobody's Room
Hot Money
Death in the Dressing Room
The Silver Curtain
Error at Daybreak

in quanto gli altri due, che originalmente avrebbero dovuto farne parte, The Empty Flat e  William Wilson's Racket, furono tenuti da parte e ripresentati in altra collezione carriana posteriore di vent'anni, The Man Who Explained Miracles del  1963. 
Come tutti gli altri racconti con March, anche The Empty Flat presenta un quesito legato ad un delitto impossibile, che si connoti più propriamente o meno anche come Camera Chiusa. E come tutti gli altri racconti ha un carattere che ne limita in certo senso la fruibilità: presenta un parco di sospettabili estremamente ridotto, tale che la ricerca non sia molto difficile. Qui, come in tutti i racconti con delitti impossibili francesi, per Carr ha maggiore importanza il "come" sia avvenuto un determinato fatto più che il "chi" l'abbia commesso: infatti senza che venga sciolto l'elemento risolutivo, non può procedersi all'incriminazione del colpevole, che sino a quel momento, magari sospettato, non può essere però accusato prove alla mano.
Qui c'è un appartamento disabitato in un palazzo, da cui nel cuore della notte proviene musica ad alto volume. Già di per sè questa è una stranezza: come può provenire da un appartamento disabitato da anni, chiuso e dimenticato quasi, musica ad alto volume? La seconda stranezza, di per sè inquietante è legata alla causa del mancato affitto di quell'appartamento: ad esso era legato un fatto di sangue presumibilmente avvenuto in quel palazzo prima che le sue stanze venissero affittate, e c'era chi diceva che fosse infestato. Addirittura in passato chi vi aveva passato la notte era stato costretto ad andare via: vi si manifestava una tale paura che poi tutti coloro che vi erano stati a più riprese interessati, si erano eclissati.
Al primo piano, proprio sopra l'appartamento da cui proviene musica ad alto volume, sta preparando la propria tesi per avere la libera docenza, Douglas Chase Ph.D. membro della sezione storica della Royal Society. Già la presenza di un altro concorrente al suo traguardo, tale K.G.Mills la cui conoscenza storica pare formidabile, gli da appresnione; figurarsi quella insopportabile musica al piano di sotto! Per cui con un maglione e in pantofole, scende al piano di sotto per protestare, trovandosi davanti una porta su cui campeggia la targhetta K.G.Mills: possibile che sotto di lui abiti il suo avversario? Suonato al campanello gli veine ad aprire la porta una bella ragazza, con le dita sporche di inchiostro che si qualifica proprio come Kathleen Gerrard Mills, laureata in storia. Presentatisi entrambi ed entrambi stupiti e anche accigliati di essere avversari alla libera docenza ed abitare uno sopra l'altra, si spiegano riguardo a quel rumore che non proviene affatto dalla casa dell'incantevole laureata, ma dall'appartamento di fronte. Si spiegherebbero l'un l'altro e anche le proprie tesi davanti ad un boccale di birra, se anche lei non spiegasse all'incredulo inquilino del piano di sopra, che anche lei sta patendo da quella sera gli effetti di quella strana musica ad alto volume: eppure lì in quella casa, non dovrebbe esserci nessuno. Ma come fare? L'appartamento è disabitato e chiuso.
Tuttavia la porta ha il passa vivande, uno spazio troppo angusto tittavia perchè la ragazza possa passarvi attraverso; Douglas è invece alto e sottile e quindi con difficoltà riesce a passarvi attraverso. La casa è buia. La luce è disabilitata. Ma la musica ad alto volume si diffonde dappertutto: proviene da una stanza pure buia. La luce di un lampione nella strada gli permette di capire che è una radiolina a transisor collegata ad una presa di corrente. La spegne. Poi si dirige alla porta di ingresso, la apre trovandosi davanti alla fanculla e la rassicura, parlandole della scoperta strana. Tutto finito. Sembrerebbe. Il fatto è la mattina dopo degli operai che passano lì vicino, alal luce del sole, vedono nella stessa stanza dov'era la radiolina, un uomo raggomitolato per terra: è Arnot Wilson, avvocato e fiduciario della ragazza K.G.Mills, morto. Di paura. Collasso. Nelle tasche del morto trovano: un taccuino, una stilografica, un anello con sei chiavi, la chiave dell'appartamernto 11,  un orologio con catena, un portafoglio.
Ovviamente c'è un'indagine, e i due giovani vengono convocati a Scotland Yard e relazionano su quanto accaduto la sera prima del ritrovamento del cadavere, davanti al Colonnello March, a capo del Dipartimento D 3 - Casi Impossibili: tutti i casi di fantasmi, sparizioni, avvenimenti apparentemente insolubili in quanto impossibili, vengono mollati a lui. Capiscono che lui non pensi ad un incidente bensì ad un omicidio: l'avvocato era molto conosciuto a Londra, frequentatore di clubs esclusivi, uomo estremamente pulito e freddoloso: non sarebbe mai andato a stare la notte in quella casa, piena di polvere e senza caloriferi, nonostante fosse incuriosito dal racconto circa la presunta presenza infestante, fattogli dalla sua protetta Mills.
 Dopo aver sentito le testimonianze del maggiordomo di Wilson, Maurice Delafield, e dell'agente immobiliare, che affitta i vari appartamenti, James Hemphill, March individuerà l'assassino, questa volta non malvagio, ma una persona rimasta al centro di un ingranaggio perverso per un banale incidente di cui è rimasto vittima l'avvocato, che ha pensato bene di salvarsi, portando il cadavere in quella casa abbandonata. Tuttavia è lui che, volendo far ritrovare al più presto il cadavere di Wilson, ha messo in funzione la radiolina.
In questo racconto non vi è tanto una impossibilità di fondo (nella stanza vi si accede addirittura passando attraverso il passavivande, e la porta di casa non è chiusa dall'interno), in quanto l'assassino, dopo aver fatto quello che ha fatto, ha aperto la porta e l'ha chiusa alle sue spalle. Semmai l'impossibilità è data dall'atmosfera: da quella musica ad alto volume in un appartamento "infestato" desabitato, e dal cadavere trovatovi dentro, un avvocato in vista della city, morto di paura. Per cosa?
E soprattutto da come un morto di paura si trasformi in una vittima di un omicidio colposo. Carr nella sua straordinaria visionarietà collega questa trasformazione del giudizio del coroner alla assenza di qualcosa che sarebbe dovuto essere rinvenuto nelle tasche del morto - che aveva detto ad alcuni suoi conoscenti che quasi quasi avrebbe passato un giorno una notte in quell'appartamernto proprio per confutare la presenza di una fantasma -  e che invece non c'è, ma che la vittima, se davvero avesse pensato di stare di notte in un appartamento disabitato, avrebbe portato con sè. E quindi ci sarebbe dovuto essere in quella stanza ed invece non era stato trovato.
Al di là di queste cosucce - ma la cosa che non si trova e di cui viene fatta menzione negli ultimi righi è un pugno nello stomaco - il racconto non è niente di più. Eppure contiene dei particolari interessantissimi, proprio alla luce di un romanzo che Carr pubblicò lo stesso anno dell'uscita della raccolta. Anche lì si trovano due giovani resi avversari dalla passione storica e che si affrontano prima mediaticamente sulle pagine di un giornale e poi si ritrovano uno dinanzi all'altro: per di più il nome della ragazza pur non essendo lo stesso, comincia comunque per K. Anche lì i luoghi sono legati a tragedie storiche e "strane presenze". Anche lì infine l'impossibilità legata alla terza vittima, viene spiegata con qualcosa che sarebbe dovuta esserci e che invece non è stata trovata. Solo che nel romanzo, quei due giovani che la musica chiassosa ed assordante ha fatto conoscere nel racconto, che forse si sono spiegati davanti ad un boccale di birra ma che Carr non ci dice se poi abbiano passato la notte insieme oppure no, si innamorano davvero. Il romanzo trasforma un racconto senza pretese in un capolavoro assoluto, uno dei migliori della produzione di Carr, con Gideon Fell. E spiega anche secondo me anche il perchè Carr avesse rinviato la pubblicazione del racconto di quasi vent'anni: perchè la singolare conoscenza-scontro di due avversari storici, uno uomo l'altro donna, con tutta la ovvia serie di conseguenze, avrebbe tolto freschezza alla storia del romanzo, se fosse stata presente in un racconto pubblicato per di più lo stesso anno.

                                                                                                                    Fine 1^ Parte

Pietro De Palma