giovedì 7 settembre 2017

Ellery Queen : A scuola con Ellery Queen (Object Lesson, 1958) - trad. Tina Honsel - in Esperimenti Deduttivi di Ellery Queen, Mondadori, 1984

Seconda puntata sui racconti e radiodrammi queeniani che contengono impossibilità varie. Sì è vero avevo parlato di racconti, e Giordano questi mi aveva richiesto. Ma credo di poter offrire un maggior contributo se parlerò anche di radiodrammi.
Orbene, oggi è la volta di un racconto tratto dalla raccolta Esperimenti Deduttivi di Ellery Queen,  A Scuola con Ellery Queen. 
Come fa capire il titolo, il racconto non contiene un delitto, ma altro: una sparizione impossibile. E' questa una variazione interessante della Camera Chiusa: non sparisce il colpevole, bensì un oggetto. Carr avrebbe detto "vanished into thin air". E' quello che accade.
Ellery viene convocato da una combattiva insegnante di un liceo del quartiere di New York, dove egli vive: infatti la 92esima Strada Ovest è vicina l'87esima Strada Ovest dove abita lui.
Ellery è un eroe per i giovani del quartiere e così l'insegnante spera che attraverso il suo carisma possa aiutarla a redimere tre anime perse, tre suoi allievi che lei ha visto la sera prima scappare attraverso la vetrina infranta da una panetteria del quartiere (l'ennesimo colpito in poco tempo): David Strager, Howard Ruffo, Joey Bull. Il primo, biondo bello e robusto lavora in un supermercato; il secondo, bruno di capelli, lavora in una tintoria; il terzo, esile e coi capelli rossi, in una rivendita di cancelleria, giornali e tabacchi.
Quando Ellery arriva a scuola è la prima ora: pensa di fare un'apparizione, e di dover parlare solamente, ed invece l'insegnante gli dice di aver subito un furto: qualcuno ha sostituito nella sua ora, approfittando di un suo momento di distrazione, una busta che conteneva sette dollari (parte della colletta per il regalo di matrimonio ad una collega), con un'altra contenente ritagli di giornale, esattamente grandi quanto la banconota da un dollaro. Siccome quella è la prima ora, e i ragazzi non hanno avuto modo di uscire dall'aula, è evidente che la busta sia ancora lì.
Quindi Ellery prima invita a restituire la busta, poi davanti all'assenza di azioni, perquisisce i tre (perchè guardandoli in faccia si è accorto che hanno un'aria colpevole) senza risultati; ma intanto passano i minuti, e a ogni minuto che passa, Ellery rischia sempre più di fare la parte del fesso, fregato da un/tre ragazzo/i di sedici anni. E ovviamente aumenta la tensione, e la rabbia di Ellery davanti all'ostentata sicurezza dei tre, che se la ridono. Poi Ellery passa alla perquisizione di tutte le suppellettili della classe, vedendo addirittura dietro l'altoparlante a muro, o il globo della luce, ma ancora nulla. E intanto mancano pochi minuti. Poi esamina il contenuto della falsa busta e trova attaccato ad un falso dollaro, ritagliato dall'albo di un fumetto la cui data è quella di quattro giorni dopo quello in cui si svolge la storia, una sottile strisciolina di quella che gli pare la filigrana di una banconota. Passa ancora del tempo: ora mancano quattro minuti allo scadere della prima ora e al suono della campanella. Allora Ellery si concentra spasmodicamente, toccandosi tutto quanto. Poi all'improvviso ha l'illuminazione e indica il responsabile.
Spiega come ha fatto ad individuarlo e facendosi dare un dollaro che quello ha con sè, dimostra che la sottile strisciolina che ha trovato, corrisponde ad una intaccatura della banconota: in sostanza il ladro si è servito della sua banconota di un dollaro come facsimile per tagliarne uno esattamente uguale, ma non si è accorto di aver asportato una sottilissima fettuccia di banconota.
Tuttavia c'è ancora una cosa da fare: trovare la busta con la refurtiva. Ed ecco che spunta misteriosamente da....
Non dico da dove, però i cinefili avranno un'altra traccia  da poter esaminare: c'è un film di qualche anno fa, con Anthony Hopkins, in cui un uomo uccide la moglie colpevole di averlo tradito e riesce a nascondere la pistola in un modo altamente ingegnoso. Ecco, non è la stessa soluzione, ma gli si accosta molto.
In più il racconto, oltre ad essere un mystery particolarmente brillante, ha una tensione palpitante che lo conduce spasmodicamente alla conclusione, minuto dopo minuto, e quindi in un certo senso è anche un mini-thriller.
Assolutamente delizioso.
Non è un caso isolato, la sparizione di un certo oggetto, in questo racconto, poichè in altri lavori di Queen scompaiono cose importanti: innanzitutto, la copia del testamento in The Greek Coffin Mystery del 1932, il romanzo più spaccacervelli in assoluto della storia del mystery anni '30;  la pistola che ha sparato, in The American Gun Mystery, un romanzo con situazioni impossibili, del 1933; poi  invece in opere al limite dell'impossibilità, The Treasure Hunt del 1935 e Trojan Horse del 1939, scompaiono delle gemme rubate, mentre scompare del denaro anche in un altro racconto, Miser's Gold.
Se ricordo bene, Igor mi disse anni fa, che il plot del film derivava da un racconto di Hoch; ma se questo è vero, Hoch a sua volta deve aver preso qualcosa da Queen, e il plot del film da lui. Che poi il modello indiretto sia stato Hoch, per come la penso io, può essere benissimo che la sceneggiatura del film abbia potuto avere, come proprio modello, proprio il racconto queeniano.

Pietro De Palma