The
Nursing Home Murder
è un romanzo di Ngaio Marsh, del 1935, mai tradotto in Italia, se non in una
veste alquanto accorciata, da Casini Editore, nella collana “I Gialli del
Secolo”. Cominciai a leggerlo anni fa,
ma ben presto l’interesse scemò perché pensavo mancassero parecchie
descrizioni, e chi conosce Ngaio March, scrittrice raffinatissima, sa che le
descrizioni erano la sua arma vincente. E quindi, se le togli o le sfoltisci,
riduci notevolmente l’impatto originario del plot.
Recentemente
però ho ripreso a leggere il romanzo, nella veste originaria, in inglese, e ho
potuto capire che quello che pensavo della pubblicazione Casini, era vero, ma
fino ad un certo punto: è accorciato, ma poi non in maniera balzana, cosicchè
almeno il fatto è citato in tutta la sua interezza, e talvolta anche
letteralmente. E’ stato tolto tutto ciò che non atteneva al plot, e quindi in
sostanza l’atmosfera. Ovviamente però, per farsi un’idea precisa, bisogna
necessariamente leggere l’opera originale. Al di là di ciò, il romanzo è a mio
parere, uno dei più interessanti in assoluto della scrittrice neozelandese, per
svariati motivi, e per di più godette al tempo di grande popolarità, tant’è
vero che Agatha Christie fece leggere questo romanzo da parte di uno dei suoi
personaggi di Murder in Mesopotamia.
Sir Derek O’
Callaghan è il Ministro degli Interni. Sta per far approvare una legge contro
gli anarchici, e da quando ha cominciato a sviluppare la sua azione contro di
loro, ha ricevuto svariate minacce di morte. E’ duro ed energico, ma non è uno
stinco di santo. Pur essendo sposato a Lady Cicely O’ Callaghan, quando ne ha
la possibilità la cornifica. L’ultima delle sue vittime è la figlia di un
vecchio amico di famiglia, Jane Harden, di famiglia nobile decaduta, che fa
l’infermiera presso la clinica privata di Sir John Phillips, famoso chirurgo.
L’ha abbindolata facendo credere di esserne innamorato, l’ha messa incinta e
poi abbandonata. Per di più Phillips che le aveva chiesto di sposarla, questa
volta veramente, si vede davanti una donna distrutta dalla vergogna di aver
creduto al potente ministro e di passare per una ragazza facile che non è
affatto, che lo sposerebbe anche ma che si trova in una situazione difficile.
Il caso
vuole che durante una seduta al Parlamento in cui il governo nella persona del
Ministro degli Interni sta illustrando il provvedimento contro gli anarchici,
O’Callaghan si senta male e svenga per una appendicite che lui ha trascurato. E
che venga portato presso la clinica del suo medico di famiglia che è Phillips,
perché venga operato. Ma lì non operano solo Phillips che è il primario, e la
Harden, ma anche l’infermiera Banks, accesa sostenitrice bolscevica, il dottor Thoms (assistente di Phillips) e il
dottor Roberts (anestesista) le cui simpatie politiche pare si indirizzino
anch’esse verso i bolscevichi/anarchici, l’infermiera Graham, e Suor Marigold,
che è la Superiora della Clinica di John Phillips. John Phillips vorrebbe che
operasse il paziente altro chirurgo, mal la moglie di Callaghan vuole che se ne
occupi lui. Così avviene che il Fato, proprio come in una tragedia greca,
perché quella che avviene nella sala operatoria è una tragedia, metta di fronte
colui che ha causato tanti mali, alla mercè di svariate persone che chi più chi
meno avrebbero ottime ragioni per mandarlo all’altro mondo. Dopo che
l’operazione è andata bene in sé, risolvendo l’ascesso dell’appendicite che ha
provocato una peritonite, Sir Derek muore. Immediatemente si pensa che sia
stato il cuore, e infatti durante l’operazione il dottor Roberts, separato
dagli altri da un siparietto posto sul torace del paziente, aveva avvisato che
il paziente stava rispondendo male e la pressione stava calando, e per questo
era stata fatta un’iniezione di olio canforato. Ma su pressioni di Lady Cicely
O’Callaghan, che si rivolge a Scotland Yard, il caso viene riaperto e viene
autorizzata l’autopsia che scopre come il primo Ministro sia stato avvelenato
con sedici centigrammi di Joscina, un anelgesico che Phillips per esempio usa iniettare, nella dose di
sette milligrammi, ai pazienti prima dell’operazione, per ridurre l’uso di
morfina e altri analgesici. Il fatto è che non si capisce proprio come sedici
centigrammi che è una dose enorme, la dose di un’intero tubetto formato da
venti discoidi di Joscina, ognuno di sette milligrammi, più qualche altro
discoide, sia andato a finire nel corpo di Sir Derek.
John
Phillips è stato visto aprire un tubetto nuovo e togliere un discoide ( e
infatti nel tubetto ve ne sono ancora 19)e somministrarlo sotto forma di
iniezione ipodermica al malato; ma Phillips si era allontanato un attimo. E del
resto c’è la storia di un secondo tubetto che lui dice fosse già vuoto, ma che
può essere stato utilizzato assieme all’altro discoide. E qualcuno ha visto che
usava troppa acqua distillata. Insomma Phillips è il principale sospettato,
anche se non vi è nessuna prova che sia stato lui. E d’altronde durante
l’operazione tre sono state le iniezioni fatte: quella di Phillips, che ha
iniettato 7 milligrammi di joscina (dice lui!), quella dell’infermiera Banks (
di simpatie anarchiche) che ha usato una siringa ipodermica per iniettare olio
canforato (visto che Roberts non fa più iniezioni da quando anni prima aveva
provocato la morte di un paziente facendo una iniezione), e quella del dottor
Thoms che ha iniettato tramite una grossa siringa gas gangrena antitossina
concentrato. In sostanza, chiunque di questi tre può aver ucciso Callaghan. Poi
c’è anche il comportamento sospetto della Harden, che pur non avendo praticato
iniezioni, aveva esitato a dare la siringa con olio canforato, e poi
successivamente era svenuta.
Alleyn,
dovrà indagare, tra riunioni di bolscevichi e pedinamenti dei vari sospettati,
e di altra gente, anche su altro medicamento a base di joscina, “Fulvitavolts”,
propinato al malato da parte della sorella, Ruth O’Callaghan, preoccupata della
salute del fratello (ma erede di un terzo
dei soldi del fratello!), ma preparato da un chimico, molto amico della
signora, e al tempo stesso anche lui simpatizzante bolscevico: in sostanza,
Alleyn sospetta che questa sostanza propinata prima dell’operazione, magari in
grossa quantità, anche per un accidente, abbia poi potuto combinarsi con quella
iniettata fino a provocare la morte del Ministro degli Interni. Il problema è
tutto, dimostrare come una quantità spropositata di joscina sia stata propinata
al paziente senza che nessuno se ne accorgesse, perché in sostanza tutti coloro
che hanno operato, si scusano vicendevolmente, avendo visto ciò che gli altri
facevano. Alla fine troverà l’assassino che ha ucciso tramite una procedura
ingegnosissima e tramite un’arma assolutamente inusuale.
Il romanzo è
estremamente interessante, direi che nella produzione di Marsh, è uno dei più
interessanti in assoluto.

Che sia uno
dei primi romanzi, lo testimonia il parco degli attori del dramma, che
individua appunto la prima produzione di Ngaio Marsh. Come nei romanzi di
A.Christie con Poirot, i primi romanzi sono distinguibili dagli altri perché vi
si muove il Cap. Hastings che poi scompare nel prosieguo della produzione,
ritornando solo alla fine con Sipario (ma vi sono anche alcuni romanzi
distinti dagli altri per la presenza di Ariadne Oliver), e così come per es. la
meravigliosa decade di Ellery Queen è distinta dal resto della sua produzione
per la presenza costante, anche se solo nella prefazione, di J.J.McClure, così varie
solo le figure di “spalla” prediletta di Roderick Alleyn: nei primi romanzi
abbiamo Nigel Bathgate, suo amico giornalista (assieme alla sua fidanzata
Angela North), che poi scompare per far spazio all’Ispettore Fox già presente
nei primi ma più in sordina (appare per la prima volta in Enter a Murderer, il
secondo romanzo), che caratterizza i romanzi successivi con la sua verve a
tratti comica, e che rimanendo pur sempre, sfuma ad un certo punto, per far
spazio nel ruolo di spalla prediletta alla
figura di Agatha Troy, moglie di Alleyn e pittrice. In sostanza abbiamo (
tenendo conto che in altri romanzi compaiono anche figure come i Sergenti
Thompson e Bailey)
Romanzi con Nigel Bathgate: A Man
Lay Dead; Enter a Murderer; The Nursing Home Murder; Death
in Ecstasy; Artists in Crime; Death in a White Tie; Overture to Death; Surfeit of Lampreys; Final
Curtain; Swing, Brother, Swing
Romanzi con Ispettore Fox: Enter
a Murderer; The Nursing Home Murder; Death in Ecstasy; Artists
in Crime; Overture to Death; Death at a Bar; Surfeit of Lampreys; Death and the
Dancing Footman; Final Curtain; Swing, Brother, Swing; Opening Night; Scales of
Justice; Off With His Head; False Scent; Hand in Glove; Dead Water; Clutch of
Constables; Tied Up in Tinsel; Black As He’s Painted; Last Ditch; Grave
Mistake; Light Thickens.
Romanzi
con Agatha Troy : Artists
in Crime; Death in a White Tie; Death and the Dancing Footman; Final Curtain; Swing,
Brother, Swing; Spinsters in Jeopardy; Hand
in Glove; Dead Water; Tied Up in Tinsel; Black As He’s Painted; Last Ditch;
Grave Mistake; Photo-finish.
Innanzitutto,
il romanzo, data la sua particolarità, cioè la ricostruzione fedele di
un’operazione, e gran parte del fascino del romanzo è dovuto proprio alla
fedeltà dei passaggi chirurgici, fu scritto da Ngaio Marsh, ma con la
collaborazione di Henry Jellet, famoso ginecologo irlandese del tempo poi
Primario chirurgo ostetrico presso il Dipartimento di Salute della Nuova
Zelanda e Ngaio Marsh era neozelandese (la cui collaborazione è attestata) e di
Sir Hugh Acland. Di questa seconda collaborazione, non attestata come
coautore, ne parla Joanne Drayton nel suo Ngaio Marsh : Her Life in Crime,
Harper-Collins,2009 : “The Home Secretary, Sir Derek O’Callaghan, dies
of a lethal dose of hyoscine administered on the operating table. Because she needed medical knowledge, Ngaio took on her only collaborator, Irish
surgeon Dr Henry Jellett. She also consulted Sir Hugh Acland.
Both men were her specialists while she was in hospital..” (pag.61). In sostanza nel 1934 a Ngaio era stato diagnosticato un cancro
uterino, ed era stata operata nella divisione ginecologica dell’ospedale di
Christchurch, in Nuova Zelanda, dove operavano i due chirurghi. Probabilmente
fu operata da ambedue o solo da Jellet che lei chiamava “Papa Jellet”, in
quanto amico del padre. Quindi si avvalse dei due chirurghi in sede di
creazione della trama di un romanzo poliziesco sviluppato attorno ad un tavolo
operatorio. Acland e Jellet furono poi interpellati, successivamente all’uscita
del romanzo che fu immediatamente un successo, per mettere in scena un lavoro
teatrale, dal titolo Exit Sir Derek , in cui
si distinse Acland per la maniacale scrittura dei dettagli: l’operazione
chirurgica simulata nel lavoro teatrale, a molti sembrò addirittura vera, tanto
Acland aveva curato la parte. Exit Sir Derek fu rappresentato nel
piccolo teatro della Università di Cambridge in Inghilterra, probabilmente nel
1937, quando ella visitò il Regno Unito.
Come si sa
Ngaio Marsh fu famosa non soltanto in quanto scrittrice di successo ma anche e
soprattutto come regista teatrale, anzi fu per la popolarità acquisita col
Teatro che fu insignita del titolo di D. B.E. (Dame of British Empire). E il teatro
in un modo o nell’altro entra in molti dei suoi romanzi. Anche in questo. Perché
la Sala Operatoria viene spesso definita teatro (e del resto anticamente lo era,
operando al centro i chirurghi e assistendo gli allievi dall’alto, come un palco
attorniato e sormontato dai loggioni). Ma in questo caso la Sala Operatoria
(con le antisale: quella della narcosi e quella dove ci si sterilizza e si ci
veste prima dell’operazione), rimanda al proscenio e alla scena, e al parascenio
del teatro classico. Teatro classico in cui primariamente di rappresentavano
tragedie. E quale tragedia lo è più di questa, in cui in un Teatro operatorio
recitano gli attori di una tragedia, il potente tiranno (il paziente operato) e
chirurghi ed infermiere tutti con le loro motivazioni per odiarlo o
sopprimerlo? Del resto lo si dice in un passo specifico del romanzo: nel Cap.
III, c’è un dialogo tra Phillips e Jane Harden, e lei specificamente fa
riferimento alla Tragedia, al Fato e alla Vendetta (Nemesis):
"Jane," said Phillips.
"Yes?"
"This--this is a queer business."
"Nemesis, perhaps," said Jane Harden.
"What
do you mean?"
"Oh,
nothing," she said drearily. "Only it is rather like a Greek play, don't
you think? 'Fate delivers our
enemy into our hands." “Strano affare dice Phillips.
Nemesis, risponde Harden. Cosa intendi? Oh, niente, lei
disse tristemente. Solo che è piuttosto come una Tragedia Greca, non ritieni?
Il Fato consegna alle nostre mani il nostro nemico.

Altra
caratteristica del romanzo sono le digressioni politiche frequenti, più
presenti che in altri romanzi. Più che focalizzare l’attenzione del romanzo su
una devianza malvagia del criminale, dell’assassino, The Nursing Home Murder,
la focalizza sulle idee pretese deviate di una formazione politica, che
proclama la sua avversione allo stato borghese e a chi ha causato la morte per
malnutrizione di operai e sottoproletari urbani: gli anarchici. L’aver preso
questo particolare soggetto politico ad esempio nel corso del romanzo, lo caratterizza
come appartenente ad un altro tempo. Ci sono vari momenti in cui se ne parla.
C’è per es. il domestico di Alleyn, Vassily che ne sa qualcosa:
Vassily," said Alleyn, "do you ever see
anything of your disreputable pals--The
Pan-Soviet Brotherhood, or whatever they were--nowadays?"
"No, sir. Not now am I such a foolish old rascal.
I am one bite too shy."
"So I should hope, you old donkey. You don't
happen to remember hearing
any gossip about Nicholas Kakaroff?"
Vassily crossed himself lavishly from right to left. "Hospodi bozhe moy! He is one of the most worst
of them," he said energetically.
"A bad fellow. Before the Soviet he was young and anything but conserff-a-tiff. After the Soviet he was older and
always up to no-good. The
Soviet pleased him no better than the Romanoffs. So sometimes he was killing officials, and at last he has heated up Russia
for himself too much, so has
come to England"(Cap. VI). Questo Kakaroff è un gran furfante insomma. Da giovane era anrchico, ora che è vecchio
è più anarchico di prima e vuole bene ai Bolscevichi quanto ne voleva ai
Romanoff, cosicchè è dovuto scappare in Inghilterra.
I momenti
più alti sono quando vendono interrogati l’infermiera Banks, e il chimico Sage.
I
discorsi appassionati dell’infermiera "Bolshie" Banks contro il
capitalismo introducono un'ideologia malvagia, che è espressione di una
convinzione contro lo status quo. Interrogata prima
da Marigold, esclama: And for that
reason he's the more devilish," announced Banks with remarkable venom. "He's
done murderous things since he's been in office. Look at his Casual Labour Bill of last year. He's
directly responsible for every death from under-nourishment that has occurred during the last ten months. He's the enemy of the proletariat. If I had my
way he'd be treated as a common murderer or else as a homicidal maniac. He ought to be certified. There is insanity in his blood. Everybody knows his
father was dotty. That's what I think of your Derek O'Callaghan with a title bought with blood- money," (cap.III). Interrogata da Alleyn, dirà: “You may stand there with a smile on your lips,"
she stormed, "but you won't smile for long. I know your type--the gentleman policeman--the
latest development of the capitalist system. You've got where
you are by influence while better men do bigger work for a slave's
pittance. You'll go, and all others like you, when the Dawn breaks. You think I
killed Derek O'Callaghan. I didn't, but I'll tell you this much--I should be
proud--proud, do you hear, if I had”
(Cap. IX)
Ma le
invettive contro una società borghese destinata ad essere soppiantata dal
proletariato, sono anche quelle del chimico Harold Sage, magari meno livide e
rancorose:
As a matter of fact," continued Mr. Sage,
"I must own I don't go as far as Comrade Kakaroff in the matter of
O'Callaghan's death. Undoubtedly it is well he is gone. I realise that
theoretically there is such a thing as justifiable extermination, but murder--as
this may have been--no." (Cap. XIII). In sostanza Sage
che è un giovane chimico comunista, protetto da Ruth O’Callaghan, e quindi in
un certo senso ( non del tutto) vicino alle idee di Kakaroff, pur ammettendo
che la morte di Callaghan è stato un regalo fatto alla classe operaia, per
quello che lui le stava facendo, e che lo sterminio di massa dei nemici della
classe operaia potrebbe essere condivisibile (in una situazione di rivoluzione),
non altrettanto lo è l’omicidio.
Come
si vede, Bolscevichi e anarchici non son la stessa cosa, e vengono distinti.
L’infermiera Banks che è espressione del malcoltento popolare di una fascia
sfruttata, si apparenta a Kakaroff, senza far distinzione tra comunismo e
anarchia, mentre una distinzione di fondo c’è. In sostanza gli anarchici
all’inizio vengono sfruttati in quanto forza anti zarista ma poi quando il
potere è consolidato nelle mani dei Bolscevichi, gli anarchici con la loro
forza nichilista, vengono tenuti lontani e perseguitati, perché rappresentano
una minaccia allo status quo. Così in sostanza CCCP e Regno Unito, in quanto
espressione di potere , dagli anarchici vengono avversati.
Altro
punto interessante del romanzo è quello che riguarda la sterilizzazione dei
deficienti, di coloro che hanno tare familiari e le ereditano. Il Dottor Roberts
è un paladino della sterilizzazione se non dello sterminio dei deficienti. Ne parla egli stesso con Alleyn a casa sua:
There need not necessarily be any usual
motive." Roberts hesitated and then spoke with more assurance than he had
shown so far. "In suggesting this," he said, "I may be accused
of mounting my special hobbyhorse. As you have seen, I am greatly interested in
hereditary taints. In Sir Derek O'Callaghan's family there is such a taint. In
his father, Sir Blake O'Callaghan, it appeared. I believe he suffered at times
from suicidal mania. There has been a great deal of injudicious inbreeding.
Mark you, I am perfectly well aware that the usual whole-hearted condemnation
of inbreeding is to be revised in the light-- " He had lost all his
nervousness. He lectured Alleyn roundly for ten minutes, getting highly
excited. He quoted his own works and other authorities. He scolded the British
public, in the person of one of their most distinguished policemen, for their
criminal neglect of racial problems”
Del
resto durante l’operazione il Dottor Thoms, ironizzando sugli studi
dell’anestesista, e sulle presunte tare di Callaghan, aveva detto: "He's a
striking-looking chap, isn't he?" he remarked lightly. "Curious head. What do you make of
it, Roberts? You're a bit of a dog at that sort of thing,
aren't you? Read your book the other day. There's insanity somewhere in the racial makeup here, isn't there? Wasn't his old man bats?" Roberts looked scandalised. "That is so," he said stiffly, "but one would hardly
expect to find evidence of racial insanity clearly
denned in the facial structure, Mr. Thoms”. In sostanza dalla forma del
cranio si sarebbe potuta ipotizzare una tara ereditaria nel Ministro degli
Interni (Cap.IV)
E poi Alleyn commenta in separate sede: “It
sounds reasonable enough, Fox, and certainly consistent with Roberts's
character. With his views on eugenics he'd be sure to support sterilization.
You don't need to be a Bolshie to see the sense of it, either”. (Cap.XV).
Il
dottor Roberts è stato visto anche lui al Comizio di Kakaroff. Non si sa se
anche lui sia un sovversivo, ma è sicuro che piuttosto egli sia andato lì
perché probabilmente qualcuno ha assicurato sostegno alla sua crociata. Del
resto la crociata di Roberts non nasce senza una causa scatenante che sono gli
studi di Mendel sull’ereditarietà e sulla proposta di Galton e Pearson in
Inghilterra che lo Stato dovesse vigilare sulla procreazione, impedendo quella
di individui malati. Ora se è vero questo, non si ricorda una eugenetica
bolscevica se non quella che si proponeva di eliminare le disuguaglianze del
sistema capitalistico dando così libero sviluppo all’individuo in quanto tale.
Quella che ricordiamo invece negli anni ’30 è una eugenetica nazionalsocialista,
tesa a sterilizzare ( ordinata dal
regime nazista il 14 luglio 1933) se non ad eliminare i diversi
e i malati soprattutto di malattie genetiche in grado di corrompere la razza
pura ariana. Quello che mi vien in mente è che quindi Ngaio Marsh, come un
transfert, abbia riversato sugli anarchici la paternità di questa eugenetica
folle, non potendo mettere alla berlina idee riferite al nazionalsocialismo che
nel 1935 godeva di grandi simpatie in Inghilterra.
Le
caratteristiche interessanti di questo romanzo non finiscono qui. Infatti c’è
da parlare ancora di una cosa: il romanzo non è citato in nessun testo come un
romanzo con delitto “impossibile”, eppure lo è. E’ già il secondo caso in cui,
per romanzi di Ngaio Marsh, notiamo questa caratteristica. Ne avevo parlato già
per il suo esordio, e in quel caso (Giochiamo all'assassino: A Man Lay Dead,1934)
avevo menzionato il fatto che quel
romanzo sarebbe potuto essere anche un Omidicio impossibile celato. Perché? Nel
corso del romanzo, a un certo punto, si precisa che nessuna altra persona, dal
di fuori, avrebbe potuto commettere l’omicidio di Rankin, perché la casa era
stata isolata da una nevicata che aveva avvolto la campagna circostante, per
più di congelata. Beh, anche qui
abbiamo un omicidio impossibile celato, ancora di più. Mi spiego. Che a Marsh
non interessasse essere ricordata come scrittrice di romanzi con delitti
impossibili, lo aveva testimoniato quel primo romanzo, che aveva tutti i
cardini canonici del delitto impossibile, anche se poi nessuno ne metteva in
rilievo l’impossibilità o meglio, pur mettendola in rilievo, non la esaltava in
quanto tale. In questo caso, mentre nel primo Ngaio sottolinea ad un certo
punto che l’omicida era in casa anche se appariva impossibile la cosa, perché essa
era circondata da neve per di più congelata, e in sostanza la casa è come un’isola
attorniata dal mare (il riferimento è a Ten Little Niggers di Agatha
Christie, di cinque anni dopo), qui Ngaio Marsh mai usa il termine “impossibilità”,
anche se il romanzo ne reca in ogni dove le stigmate: tre iniezioni sono state
fatte ma nessuna può avere ucciso il Ministro degli Interni e in teoria
potrebbe avere assunto medicamenti contenenti joscina in quantità tale da
legittimare la quantità accertata dopo autopsia ma questo si vede che non
avviene: eppure son stati trovati 16 centigrammi di joscina nel suo corpo, una
quantità tale a uccidere sicuramente un uomo (ne sarebbero ampiamente bastati
15). In che modo gli sono stati somministrati? Anche un neofita capirebbe che
si sono tutti i presupposti perché si parli di omicidio impossibile, di
avvelenamento impossibile, eppure.. Ngaio Marsh non ne parla. L’impossibilità
di tale avvelenamento, che si risolve solo trovando l’arma usata, si rivela
proprio alla fine del romanzo: in sostanza, in questo caso abbiamo un
ribaltamento di quello che è un omicidio impossibile classico. Mentre nell’omicidio
impossibile canonico (Wynne, Carr, Halter, Boileau. Vindy) abbiamo un delitto
che viene definito impossibile sin dall’inizio, e che si risolverà solo
spiegando come si sia potuto svolgere, e quindi associando la soluzione dell‘
Howdunnit all’assassino, qui abbiamo un delitto che mai viene definito
impossibile, ma che si apparenta tale solo alla fine, quando scoprendone l’arma
“impossibile” (una siringa di una speciale forma, con un pistone che si
confonde facilmente con altra cosa), viene anche scoperto l’assassino. In altre
parole il presupposto alla base della scoperta dell’omicida non sarebbe: l’omicida
potrebbe essere X se l’impossibilità fosse Y, ma se l’impossibilità è Y
l’omicida è sicuramente X perché solo lui potrebbe usare quell’arma.
Pietro De Palma