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sabato 18 novembre 2017

Paul Halter : Il grido della sirena (Le Cri de la sirène, 1998) – trad. Angelo Petrella – Il Giallo Mondadori N° 3161 del Novembre 2017



Un romanzo di Halter mancava da parecchio tempo in Italia: l’ultimo suo romanzo pubblicato fu Il Demone di Dartmoor, tre anni fa. Un’assenza incredibilmente lunga a fronte dei tanti aficionados italiani e della periodicità di uscita invece di altri romanzieri con meno credenziali. A fronte anche del fatto che in altri tempi i romanzi di Paul uscivano con ben altra cadenza: anche tre all’anno, nei tempi di Dazieri. E a fronte anche del fatto che manchino ben 21 inediti alla pubblicazione in Italia, 21 inediti che comprendono romanzi con Twist, con Burns (nessuno pubblicato in Italia), e romanzi senza personaggio fisso.
Le Cri de la sirène che è stato pubblicato a novembre 2017, fa parte della serie che ha come  personaggio fisso il criminologo Alan Twist.  Ecco a seguire le due  serie intere di romanzi e tutti i romanzi senza personaggio fisso fino ad oggi (romanzi pubblicati e inediti) :
Serie Alan Twist
La maledizione di Barbarossa (La malédiction de Barberousse, 1986), Mondadori, 2010
La quarta porta (La quatrième porte, 1987), Mondadori, 1995
Le mani bruciate (La mort vous invite, 1988), Mondadori, 1998
La morte dietro la tenda rossa (La mort derrière les rideaux, 1989), Mondadori, 2001
La camera del pazzo (La chambre du Fou, 1990), Mondadori, 2004
Testa di tigre (La tête du tigre, 1991), Mondadori, 1995
La settima ipotesi (La septième hypothèse, 1991), Mondadori, 2013
Il demone del Dartmoor Le diable de Dartmoor, 1993), Mondadori, 2014
A 139 passi dalla morte (A 139 pas de la mort, 1994), Mondadori, 1998
Cento anni prima (L'image trouble, 1995), Mondadori, 1997
L'albero del delitto (L'arbre aux doigts tordus, 1996), Mondadori, 2004
Il grido della sirena (Le cri de la sirène, 1998), Mondadori, 2017
Meurtre dans un manoir anglais, 1998
L'homme qui aimait les nuages, 1999
Fiamme di sangue (L'allumette sanglante, 2000), Mondadori, 2007
La tela di Penelope (La toile de Penelope, 2001), Mondadori, 2002
Les larmes de Sibyl, 2005
Les Meurtres de la Salamandre, 2009
La corde d’argent, 2010
Le Voyageur du passé, 2012
La Tombe indienne, 2013
Serie Owen Burns
Le Roi du Désordre, 1994
Les Sept Merveilles du crime, 1997
Les Douze Crimes d'Hercule, 2001
La Ruelle fantôme, 2005
La Chambre d'Horus, 2007
Altri  romanzi
Nebbia rossa (Le Brouillard rouge, 1988), Mondadori , 1999
La lettera che uccide (La Lettre qui tue, 19929, Mondadori, 2003
Il cerchio invisibile (Le Cercle invisible, 1996), Mondadori, 1997
Il segreto del Minotauro (Le Crime de Dédale, 1997), Mondadori, 1999
L’omicidio di Atlantide (Le Géant de pierre, 1998), Mondadori,2005
Le Mystère de l'allée des Anges, 1999
Le Chemin de lumière, 2000
I fiori di Satana (Les Fleurs de Satan, 2002), Mondadori, 2006
Le Tigre borgne, 2004
Lunes assassines, 2006
La Nuit du Minotaure, 2008
Le Testament de Silas Lydecker, 2009
Spiral, 2012
Le Masque du vampyre, 2014
A parte tutti gli altri, senza personaggio fisso e della serie Owen Burns, ci sarebbero quindi ancora da pubblicare  7 romanzi con Alan Twist in Italia. In base a quanto Paul mi disse due anni fa, di Meurtre dans un manoir anglais, 1998 e L'homme qui aimait les nuages, 1999 erano stati acquisiti da Mondadori i diritti, e quindi mi aspettavo che uscisse uno di questi. La sorpresa è stata invece che ne è uscito un altro: Paul qualche giorno fa mi ha scritto dicendo che quando mi scrisse due anni fa a riguardo delle uscite italiane, non si ricordava anche questo titolo acquistato da Mondadori. In sostanza i due romanzi citati. Dovrebbero essere i prossimi ad essere pubblicati, ma non sappiamo quando.
Le Cri de la sirène è un romanzo del 1998. Come menziona il titolo, parla di una sirena, non la sirena beninteso con la coda di pesce, ma un essere demoniaco che suole rapire i marinai e attrarli in fondo al mare.
L’Alan Twist che troviamo qui, è un Alan Twist delle origini, tanto che qualcuno dotato di minor fantasia di Paul, avrebbe potuto intitolare il romanzo: Il primo caso di Alan Twist.
Il romanzo comincia in modo straordinario: una notte di neve. Due medici condotti che assistono due partorienti in due luoghi distinti: tuttavia le due bambine che nascono, dello stesso padre ma di madre diversa, sembrano gemelle. Una di esse, viene portata dal medico condotto a casa del padre e a lui affidata, nella stessa notte in cui sua moglie Hela muore di parto. Tuttavia le due bimbe all’età di quattro anni vengono separate: una vivrà nell’abbienza e porterà il cognome dei Cranston, l’altra sarà la figlia del pastore e vivrà tra le pecore. Lei sarà identificata dalle malelingue del villaggio nella sirena che con il suo pianto turba le coscienze degli abitanti del luogo.
Alan Twist è uno studioso dell’occulto, che si occupa soprattutto di smascherare i ciarlatani. E’ stato chiamato al castello di Jason Malleson, per risolvere il suo problema: c’è un ectoplasma, uno spirito, un fantasma che dir si voglia che lo terrorizza: da quando è tornato alla fine della guerra, quattro anni prima, prima in maniera lieve, poi sempre più marcatamente, ha sentito passi nella soffitta. Ma nella soffitta ovviamente non c’è nessuno. Non solo. C’è anche una stanza cosiddetta interdetta, nel castello, da quando si manifestò molti anni prima un evento attribuito al diavolo: il vecchio padrone di casa aveva sfidato il diavolo, e come risposta, un armadio, uno dei piedi del quale era sì roso ma non aveva mai dato problemi, nel mezzo della notte si ribaltò e cadde con tutto quello che conteneva, tra cui dei libri, da uno dei quali uscì una lettera molto compromettente, da cui si evinceva in maniera chiarissima il tradimento del marito nei confronti di Lottie, la moglie. Da quel momento la stanza era rimasta chiusa, e l’unica chiave era conservata in un posto determinato. Negli ultimi tempi, Malleson aveva riscontrato del chiarore proveniente da sotto,  e quindi temeva che una presenza demoniaca vi albergasse.
Twist, accolto al castello, verifica lo stato dei luoghi, e soprattutto la stanza rosa, che, aperta, dimostra di non essere affatto impolverata e piena di ragnatele come ci si aspetterebbe, ma linda e pulita, e anzi fresca e profumata, in tutto e per tutto una camera che avrebbe potuto accogliere tra le coltri del letto a baldacchino un ospite. Twist riscontra soprattutto una cosa: il padrone di casa è veramente spaventato e prostrato da queste “presenze”. Del resto il castello è stato da altri tempi luogo maledetto: infatti sia colui che aveva sfidato il diavolo, sia il figlio, sono stati oggetto delle attenzioni della Banshee, un essere demoniaco, che più volte ha fatto sentire la sua presenza a Moretonbury: appare con un pettine rotto tra le mani, e lancia un urlo straziante. Dice la leggenda che chi non lo sente è destinato a morire. Sia il vecchio Cranston che il figlio  non avevano sentito il pianto della Banshee, ed erano puntualmente morti.
Non sono tuttavia tali presenze demoniache solo a catalizzare l’attenzione di Twist, ma anche altro. Il giovane ispettore di Scotland Yard Hurst, incontrato per caso, con cui fa amicizia, gli parla di un altro sconcertante fatto, di cui si occupa: voci varie levatesi anche in occasione della venuta di Malleson, tendono a ipotizzare che il marito di Lydie Cranston non sia il vero Malleson ma un impostore, un commilitone, tale Patrick Degan, che lo abbia ucciso al fronte rubandogli l’identità e i ricordi e si sia fatto passare per il marito. Lo testimoniano vari indizi: il fatto che sia diventato un grande giocatore di scacchi mentre prima era una scartina, il fatto che si vesta con cura e soprattutto indossi bellissime cravatte, che usi seduzione e fascino per sedurre la bella moglie, che legga libri osceni, che si arricci i baffi con le dita,ma anche a scapito, che il suo cane non l’abbia riconosciuto. Pertanto sottopongono Malleson, con l’aiuto di suo cugino William Lucas, un commesso viaggiatore che vende calze da donna, e del dottor Jeremie Bell, lessicografo, un tipo supersimpatico che ha conosciuto tutti i ragazzi del luogo molti anni prima, ad una serie di test, dopo i quali Malleson si manifesta essere proprio quello che diceva di essere: il Malleson che Jeremie ha conosciuto molti anni prima.
Al castello intanto continuano ad accadere o sembrano accadere, fatti inspiegabili: Malleson sente passi, ha incubi spaventosi, e vede soprattutto ogni volta un modellino di una barca a veliero avvicinarsi o distanziarsi da un lume, sul bordo del camino, nonostante egli, pignolo qual è, lo riposizioni ogni volta. Gli incubi che lo ossessionano sono quelli che lo fanno ripiombare ogni volta nella spaventosa vita in trincea ogni giorno, oppure durante il naufragio dell’Argo, in cui erano morte più di duecento persone.
A turbare l’atmosfera è anche il rapporto non proprio idilliaco che Jason ha con un cugino di sua moglie, Edgar Rice, vissuto con lei dalla più tenera età, da quando Lydie rimasta orfana era stata affidata a zia Rebecca, la madre di suo cugino . Ora, è lui, senza più famiglia a dimorare a casa dei Malleson, non facendo nulla se non comporre versi poetici.
Per di più c’è anche un altro rapporto molto strano: quello delle due “sorelle gemelle non gemelle” Lydie e Ingrid, figlie di Ian Neilsen e di sua moglie Hela. Gemelle non gemelle, perché pur essendo molto simili, sono sorellastre in realtà: sono figlie di due rapporti diversi, che Ian ha avuto con due diverse donne. Quello con Hela ha generato Ingrid, quello con la moglie di Julian Cranston, Mary, invece Lydie.  Tuttavia Lydie apparentemente è stata adottata dai due Cranston, e così quella che è la sua madre naturale diventa la sua matrigna. Ma solo perché all’atto dell’adozione , si era presa la bambina più mansueta mentre quella più irascibile, Ingrid , era rimasta al palo. Un bel giorno accade, dopo aver trovato la bella Lydie svenuta nella Stanza Rosa, che Edgar si barrichi sulla torre del castello e dopo un urlo forsennato della Banshee che gli apapre, egli cada dal parapetto della torre e muoia. Poco tempo dopo stessa sorte accadrà a Malleson. Twist dopo aver acquisito altri indizi, darà la propria versione dei fatti, accreditando la pista del suicidio dei due. Ma poi molto tempo dopo, quando Hurst è già diventato un volto famoso di Scotland Yard, andando a trovare Lydie, vedova non risposata, rivelerà la vera dinamica dei fatti, e come una certa persona, fosse stata causa della morte di Edgar e di quella di Jason,  e come lui l’avesse protetta. Per questo motivo non si sente di accettare le attenzioni della bella vedova e decide di dedicarsi d’ora alla criminologia e alla cattura di assassini efferati e misteriosi.
Diciamo subito che il romanzo è uno dei più affascinanti che io abbia mai letto, uscito dalla penna di Paul, non tanto per gli enigmi in sé per sé, quanto per come le vicende vengono descritte, e per come egli riesca a spiegare nei minimi dettagli tutte le vicende narrate, anche le meno comprensibili : per es. la Stanza Rosa da chi veniva utilizzata? E’ evidente che l’utilizzasse qualcuno del castello che non fosse Malleson, e cioè o Lydie o Edgar. Ma tutto acquista un sapore diverso quando si scopre che la stanza non era usata o dall’uno o dall’altra, ma da entrambi, per incontri extraconiugali. Cioè in parole semplici, la moglie tradiva il marito in casa concedendosi all’amante che viveva sotto lo stesso tetto.  O per quale motivo Jason Malleson (Giasone) fosse tanto ossessionato dal naufragio maledetto dell’Argo ? Da ricordare è il mito degli Argonauti, di Giasone e della nave Argo, e di come Giasone fosse stato causa della morte dei suoi compagni: anche nella realtà letteraria questo risulta vero.
Insomma il romanzo affascina per la sua capacità di affabulazione, per come la narrazione in se stessa affascini. Mi ha ricordato quello che pensavo prima di leggere questo romanzo, essere il miglior romanzo per la struttura narrativa, cioè Le Brouillard rouge: entrambi i romanzi hanno un’intensissima capacità di narrare ed  entrambi hanno un esplosivo inizio. Le Brouillard rouge ha in più anche un finale assolutamente straordinario, tanto quanto l’inizio mentre Le cri de la syrene, per giustificare l’abbandono di Twist dell’occultismo e la sua dedicarsi solo al risolvimento di misteri inestricabili dal punto di vista criminale, devo dire che propone un finale alternativo che non mi sembra dello stesso peso del primo: in altre parole, se le due morti potevano essere spiegate col suicidio, o meglio con la caduta accidentale, tenuto conto della natura altamente impressionabile delle due vittime e della pericolosità del tetto e dell’assenza di parapetto della vecchia torre medievale, e della scogliera, non altrimenti si può pensare del finale alternativo, con invece l’attribuzione di una paternità omicida seppure difficilmente giudicabile, ad una persona che simulando un grido avrebbe spaventato a morte i due e li avrebbe fatti precipitare uno dalla torre, l’altro dalla scogliera. Ancor più nel dettaglio, ancora ancora la prima morte potrebbe essere spiegabile così, ma la seconda mi risulta difficile che possa essere spiegata con l’apparizione dell’omicida travestito da Banshee che spaventi la vittima tanto dal farla suicidare dalla falesia. Talora Paul per giustificare qualcosa di altamente difficile da spiegare si arrampica sugli specchi: era capitato già nella spiegazione del delitto de Il Demone di Dartmoor, con la macchina fotografica scassata. Al di là di questo dettaglio ( a me è sembrato ma posso sbagliarmi, che il secondo finale sia stato aggiunto in seguito), il romanzo è magnifico e anzi, in certo senso, il doppio finale risponde alla necessità che l’assassino sia di altro sesso rispetto a quello che si credeva essere il responsabile.  Cosa voglio dire? Che leggendo il romanzo mi era parso, indipendentemente dall’individuazione precisa del responsabile, che il sesso dovesse essere uno ben preciso, e anzi mi ero stupito che la storia andasse in altro senso: invece il finale che stravolge la verità rivelata, ha a sua volta sancito che non mi ero sbagliato.
E’ però nel contempo un romanzo assai cerebrale: l’insistere sulla genealogia, sugli incroci familiari, sul tema del doppio, sciorinato sia al maschile che al femminile, sia nell’accezione del sosia (Patrick Degan /Jason Mallesot) sia in quella della “gemella non gemella”, con tutti gli annessi e connessi: cioè capire chi sia dei due sosia il vero “fetentone”, e delle due gemelle chi sia la “zozzona”. In questo indubbiamente riscontro un sapore decisamente francese: se infatti il tema del delitto impossibile su una torre era stato sciorinato già da Carr in due suoi romanzi (He  Who Whispers, The Case of the Constant Suicides) e nonostante il romanzo abbia atmosfere decisamente carriane, e anzi uno dei personaggi, Jeremie Bell sia tratteggiato alla stessa maniera di come la tradizione letteraria ci ricorda il personaggio di Gideon Fell (ampio mantello nero, occhialetti con pince nez, baffoni, gigantesco, gran bevitore di birra, e pronunciatore di celebri invettive che hanno soggetto storico oi mitologico: “per i sandali di Mercurio” per esempio), il soggetto del doppio girato e rigirato ci porta a Boileau e al suo magnifico La Pierre qui tremble, mentre l’amore clandestino di Edgar per la cugina Lydie, più grande di lui, moglie di un soldato partito in guerra e poi ritornato a me fa venire in mente in maniera chiarissima, Le diable au corps di Raymond Radiguet, un romanzo straordinariamente appassionato, portato sullo schermo altrettanto suggestivamente da Gérard Philipe nel film omonimo di Claude Autant-Lara.
Un altro motivo che caratterizza questo romanzo rispetto agli altri della stessa mano, è il fatto che presenti un andamento simile a The Greek Coffin Mystery di Ellery Queen. Infatti chi abbia a mente i romanzi dei due cugini, ricorderà come i caratteri di Ellery cambino sempre più man mano che ci si allontana dai primissimi, ma che diversamente da altri romanzieri, la prima avventura di Ellery Queen che ci aspetteremmo che fosse la prima ad essere pubblicata, cioè The Roman Hat Mystery, non è quella bensì proprio The Greek Coffin Mystery, che fu la quarta ad essere pubblicata, e che veniva presentata come il primo straordinario caso di Ellery Queen. Qui abbiamo il medesimo andamento: dopo vari romanzi precedenti, in cui già avevamo incontrato Alan Twist criminologo, ed in uno addirittura ex poliziotto (La malédiction de Barberousse), qui assistiamo alla sua genesi come detective impegnato a risolvere delitti (quindi ancor prima di La malédiction de Barberousse), al suo primo incontro con Archibald Hurst, e addirittura alla sua prima ed ultima avventura amorosa. Sarà proprio questa delusione (e i conseguenti sviluppi) ad incanalare in una ben precisa direzione la sua volontà di dedicarsi al crimine invece che all’occultismo.
Il romanzo vede l'esordio come traduttore di Angelo Petrella (anche è anche scrittore), al posto di Igor Longo: Igor prese il posto di Marianna Basile perchè impossibilitata da ragioni di salute a continuare a tradurre. 
So il motivo ora, per cui Petrella ha preso il posto di Igor Longo e non condivido le modalità, visto che ho saputo direttamente dall'interessato come si è svolto l'avvicendamento. I risultati conseguiti dal traduttore non sono malvagi, ma talora c'è un quasi compiacimento nell'uso lessicale di termini che esprimono un pessimismo ed un'ombreggiatura, che se pur si riallacciano all'esperienza di narrativa del traduttore non so fino a che punto possano identificarsi con quello dello scrittore tradotto.

Pietro De Palma

4 commenti:

  1. Ciao Pietro, letto la recensione e ti espongo i miei dubbi: posto che ogni uscita di un Halter per me è sempre manna dal cielo, in questo caso tuttavia il romanzo mi ha lasciato interdetto. Per vari motivi, il primo dei quali la qualità dei due delitti impossibili, di cui per altro probabilmente fai riferimento anche tu. Mi son sembrati davvero tirati per i capelli, soprattutto la morte di Edgar, ed anche lo spiegone della morte dell'altro personaggio l'ho trovato forzato a dir poco, con inserimenti di particolari a mio parere inutili (il pettine rotto). In generale mi è parso un Halter "minore", con troppa carne al fuoco per avere una soluzione realmente soddisfacente. Ho trovato divertenti i continui rimandi a Carr (mi son venuti in mente almeno "L'automa", "Il terrore che mormora", e per una certa ambientazione paesana "Il mistero dello scheletro"). D'altra parte mi è sembrata un pelo telefonata l'identità del reale assassino, già dal prologo ti puoi fare una certa idea... Non lo so, letto con lo stesso piacere di sempre ma con un pizzico di delusione

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  2. Ecco, quanro hai detto tu è quello che ho detto io. Già il prologo ti fa capire che le due gemelle sono il perno della storia, e quindi o l'una o l'altra c'entrano con gli assassini. Semmai lui cerca in tutti i modi di sviarti, ma il risultato è quello. Non è un Halter minore, è un Halter diverso, da leggere come se fosse un romanzo poliziesco senza delitti impossibili. Del resto anche Carr ne ha fatti. proprio i delitti impossibili per certi versi sono l'anello debole. E' per quello che nell'articolo dico che forse se si fosse fermato alla spiegazione del suicidio o della morte accidentale, il tutto sarebbe parso più coerente. Qui invece l'aver a tutti i costi cercato di spiegare le morti come delitti impossibili toglie spontaneità al resto. Ha sì quell'epilogo il sapore malinconico di una scommessa persa, però... Ci siamo capiti. Per il resto il romanzo a me è piaciuto molto, molto di più di Dartmoor

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  3. De gustibus, io ho preferito il Dartmoor...adesso mi butto su "La casa sulla scogliera" e ti saprò dire!

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  4. Se ti aspetti una Camera Chiusa non lo è, bada bene. E anche se fosse un omicidio impossibile, sarebbe al limite. Quindi non aspettarti chissà che. Goditelo come se fosse un romanzo tout court, fino alla sorpresa finale

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