lunedì 24 agosto 2026

Paul Halter: Cento anni prima (L'Image Trouble, 1995) - Traduttore : Igor Longo. Il Giallo Mondadori N.2503 del 1997

 


 

Nell'elenco dei romanzi di Halter con Alan Twist, ce n'è uno che si stacca dal gruppo: come in A 139 passi dalla morte, che verrà ripubblicato nel settembre 2026, c'è l'unico accenno di una conferenza delel Camere Chiuse nella serie di Twist, in Cento anni prima (L'Image Trouble), troviamo il plot più spaccacervelli, la trama più complicata tra quelle elaborate da Halter.

Il romanzo appartiene al periodo d'oro, il primo periodo della sua produzione. Pubblicato su Le Masque nel 1995, ebbe la sua edizione italiana nel 1997. Traduttore immancabile del tempo, Igor Longo.

Il romanzo è da segnalare per innumerevoli motivi, ma quello che mi preme indicare prima della recensione, è che questo romanzo si segnala nella successione delle opere di Twist, per avere connotati opposti a The Greek Coffin Mystery di Ellery Queen, ma al contempo essere inquadrata nello stesso modo :essere annotata come l'opera con cui i due detectives, Twist e Hurst, avrebbero lasciato i lettori, l'epilogo insomma delle loro avventure, mentre il romanzo dei Queen, pur preceduto da altri, si diceva fosse invece la prima avventura di Ellery; al tempo stesso però queste due opere, all'inizio della parabola dai loro investigatori, venivano viste come punto di arrivo e di inizio delle loro avventure, anche se questi due eventi erano svincolati dalla successione delle pubblicazioni e quindi non avrebbero dovuto seguire un corretto elenco cronologico di uscita. Sembra quasi che Halter avesse in un primo tempo fissato una fine delle avventure di Twist, molto prima che ciò in effetti avvenisse, seguendo un po' quello che aveva fatto Agatha Christie con Curtain: Poirot's Last Case, pubblicato nel 1940 circa, ma in effetti l'ultima avventura di Poirot.

Innanzitutto questo romanzo si impone per avere due periodi temporali in cui si divide la trama, che inquadra a sua volta due trame separate, una nel passato e una nel presente, che sembrerebbero non avere alcun contatto, se non quello di una Image Trouble, una immagine sfocata di una strada di Londra nel passato, che Alan Braid vede nella copertina di un romanzo, e che da quel momento diventa la sua ossessione, perchè sente di avere un legame con essa pur non riuscendo a definirne la portata.

Per questo, la giovane moglie Andrea, si affida ad investigatore privato, un tale Graham Morris, per scoprire il suo passato, collegato pare anche al contenuto di una valigetta da cui Alan non si separa mai. Morris pensa bene, in virtù della sua capacità di ipnotizzare taluni soggetti, di fingersi un antiquario con questa passione, e mentre pedina Alan nei suo spostamenti, poi lo sottopone a delle sedute di ipnosi, presente la moglie di Alan Andrea, che asseconda il detective nella sua ricerca della verità, da cui emergono quelli che sembrerebbero essere dei ricordi ma che evidentemente non possono esserlo perchè la foto si riferisce ad un periodo inizio secolo, durante il regno della regina Vittoria. Quindi almeno cinquanta anni prima, quando Alan non era ancora nato, in quanto il periodo in cui si muovono Alan, Andrea, Graham e i due vicini di casa della coppia, Charles Hamer e Mr. Merlin, è il 1959.

Parallelamente a questi eventi, ecco che Halter ne introduce altri, ma che si sono sviluppati nel passato: siamo intorno al 1905, e l'azione si fissa su una famiglia, quella degli Jacobs, formata da Gideon Jacobs (il capofamiglia) costruttore e anche filantropo, la sua splendida moglie che ama con tutto il cuore, Amelia e i tre figli Adam e Jonas, entrambi naturali, e Paula invece che è stata dalla coppia adottata anni prima, in quanto orfana. Se Jonas è il classico bravo ragazzo, innamorato ricambiato di Paula, e tutto sembrebbe portare ad un loro sposalizio, ecco che il Destino scombussola tutto: Amelia consulta un indovino, Jack Athmore, in quanto angustiata dalla condotta di Adam, il classico perdigiorno, sempre invischiato in affari ai limiti della legalità, dedito all'alcool e al gioco, e soprattutto alle prostitute. L'indovino però, invece di fornire predizioni su Adam predice alla donna la sua prossima morte, che avviene a distanza di alcuni giorni per mano di tre teppisti, bastonata a morte: l'abbigliamento della donna, e il fatto che stringesse tra le mani dei fiori di glicine quando è stata uccisa, sono i ricordi che affiorano cinquanta anni dopo negli abissi della mente di Alan Braid. Come Alan può avere ricordi di un'altra vita? Reincarnazione?

A complicare ulteriormente il quadro delle vicende, c'è quella dell' Assassino dell'acido che ha visto nel prologo del romanzo, interpreti Archibald Hurst e Alan Twist, alle prese con un liquido immondo sparso per terra in un deposito infimo nella periferia di Londra, in sostanza un cadavere sciolto dall'acido solforico. L'assassino dell'acido, già ricercato per altri almeno due similari omicidi, ha stranamente punti di contatto con il soggetto del romanzo di uno scrittore di cui non si sa nulla, Yvan Highlander, che ha scritto Le mie defunte mogli. Questa vicenda si interseca a quella di Alan Braid, e quindi il lettore è portato a identificare la stranezza e il mistero che avvolgono la figura di Alan che non ha mai rivelato alla moglie cosa faccia, con l'aura di mistero che avvolge la figura dell'assassino. Non sarà mica Alan l'assassino dell'acido? Ma poi ecco la vicenda dei ricordi che distoglie il lettore immergendolo in altre ipotesi.

A catalizzare l'attenzione nei due archi temporali, apparentemente distinti, ma che sembrano avere degli evidenti punti di contatto, sono poi due avvenimenti: la morte del chiromante Atmore, trovato dal postino che deve recapitargli una missiva molto particolare (Atmore ha predetto la sua morte e si è inviata una lettera !) ucciso in una stanza ermeticamente chiusa, in cui c'è di strano solo un secchio di acqua gelata; e la sparizione assolutamente impossibile, nel periodo attuale, di John Braid, dinanzi alla moglie e al vicino di casa Mr. Hamer.

La moglie Andrea si improvviserà investigatrice e riuscirà a trovare degli indizi importanti: ritagli di giornale sull'assassino dell'acido nella valigetta del marito, eventi lontani legati alla famiglia di John e ad un delitto accaduto tra le mura domestiche, e la comparsa del fratello di John, David.

Ci sarà ancora un delitto nel tempo attuale, ma alla fine Alan Twist riuscirà a fermare un diabolico assassino.

Dopo la terza lettura (vent'anni fa, tre anni fa e oggi), finalmente sono riuscito a catalizzare tutti i punti oscuri di questo romanzo, che è un tour de force di messinscene, impossibilità varie, apparenti reincarnazioni, che sfiorano il soprannaturale.

E' proprio un pelo sotto il capolavoro, questo romanzo di 31 anni fa : perchè dico questo? Perchè a differenza di La Chambre du fou, dove il parco personaggi che popolava la trama era notevole, qui sono pochi, perchè la storia del passato evidentemente non può avere ripercussioni nel presente. infatti l'assassino del passato, che poi viene individuato nel passato, non ha alcuna influenza su quello del presente, anche se entrambi i periodi storici presentano apparentemente dei punti di contatto: due famiglie apparentemente felici, in entrambi i casi i figli sono maschi, in ambedue la madre viene selvaggiamente uccisa in modo inspiegabile, in entrambi i casi la vittima amava i fiori di glicine, in entrambi i casi uno dei figli riporta dei danni reversibili da shock. E in ambedue i periodi storici, gli assassini sono proprio quelli che il lettore immagina (nel mio caso, il sottoscritto; poi se altri brancolano nel buio...) siano, perchè il numero dei sospettati non può essere alto. Inoltre nel periodo del presente, due dei personaggi della trama, che sono i vicini di Andrea e John, Mr Merlin e Mr Hamer, appaiono sospetti: il primo per l'amore per i gatti, il secondo per il giardinaggio.

Al di là di questo, il romanzo è uno dei migliori mai scritti da Halter: le due camere chiuse, soprattutto la prima, sono notevoli, anche se nella prima vi è una messinscena; la stranezza del chiromante che invia una predizione di morte a se stesso mediante lettera (un absurdum !) viene spiegata con un ragionamento che fila e spiega tante altre cose, anche perchè uno dei sospetti era stato visto vicino al luogo dell'omicidio; anche la morte dell'antiquario ipnotista, sotto un treno della Metro, è spiegabile con una sostituzione di persona: ma quale ? Tutto è perfetto, tutto combacia. Persino la spiegazione a posteriori della foto sfocata risalente a tanti anni prima, viene spiegata , anche se in questo caso Paul ancora una volta spiega un' ulteriore strage affondata nel passato, attribuendo la responsabilità ad un ragazzino, cosa che aveva fatto già in  La Malediction de Barberousse

Io ho rilevato anche un altro espediente, che lega questo romanzo ad un altro scritto da Halter precedentemente : infatti, la storia che affonda le proprie radici nel passato, alla fine, un po' prima della spiegazione finale, viene ricondotta agli appunti nella valigetta di John: in questo caso, come ne La quatriéme porte, la storia nel passato è spiegata in un certo modo, lo stesso identico.  Lì però, la sorpresa non era preparata, e quindi in quel caso parlai di uno sfioramento del fantastico, mentre qui lo è.

Tuttavia, mi preme sottolineare, che entrambe le impossibilità vengono abilmente spiegate senza che abbiano alcuna influenza sull'identificazione dell'Assassino dell'Acido: sembra quasi che siano slegate dal contesto, eppure... Servono soprattutto a sviare il lettore, perchè questo deve fare lo scrittore: presentare i fatti e i personaggi coinvolti, mettere in atto degli stratagemmi perchè il lettore non arrivi subito all'assassino (ma poi per me è stato semplice), sviarlo insomma, e poi, ad un certo punto, dare al detective il modo di apparire sul palco e ricevere gli applausi per la sua spiegazione di una vicenda in cui Medium, ipnotismo, morti misteriose, coniugi sospettosi, vicini premurosi, casi di deja-vu, investigatori privati che non sono quello che dovrebbero essere, e il comportamento sempre più paranoico di John Braid si fondono in modo oserei dire quasi sublime, a creare un quadro, in cui l'inventiva, la fantasia e la razionalità sono al massimo grado.

Infine, un appunto, che il lettore più attento non mancherà di notare, beninteso che abbia letto romanzi anche di altri maestri dell'impossibile: il romanzo che il presunto romanziere Yves Highlander ha scritto e riguarda il modo di sopprimere le sue vittime da parte dell'assassino, Le mie defunte mogli, è un chiarissimo omaggio a Carr: infatti Carr con pseudonimo Carter Dickson scrisse My Late Wives nel 1946. Anche lì un assassino uccideva delle donne, che aveva sposato per acquisirne l'assicurazione sulla vita, e anche lì un romanzo di un certo scrittore finiva per descrivere il modus agendi dell'assassino. Però ovviamente, esiste una differenza tra i due: mi ricordo che l'assassino lì era veramente difficile da individuare, molto abilmente celato, e nonostante in quel romanzo diversamente da qui, non vi fossero eventi impossibili, comunque sia aveva soprattutto il finale un'esplosione di tensione, che qui non c'è (anche perchè il lettore smaliziato, l'assassino l'ha già individuato).

Pietro De Palma 


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