venerdì 14 agosto 2026

Paul Halter : La camera del pazzo (La chambre du fou, 1990) - Trad. Igor Longo. Il Giallo Mondadori N.998 del 2004

 


 

Nell'ultimo articolo ho ricordato il mio mai scordato amico Igor Longo, traduttore e fine consulente fino al 2010, che scoprì e impose in Italia lo scrittore francese Paul Halter, attraverso la traduzione di buona parte delle sue opere. In quell'occasione ho fatto vedere la dedica ( una delle tante, che lui apponeva in terza pagina, sui romanzi che mi dava, quelli da lui ritenuti migliori, che aveva a doppione) all'interno di La Camera del pazzo, uno dei romanzi migliori della prima parte della sua carriera.

Pubblicato nel 1990, Le Chambre du fou, ufficialmente è il quarto della serie di Alan Twist, ma in realtà è il quinto: la ragione sta nel fatto che il primo romanzo, La malédiction de Barberousse, fu pubblicato da Halter a sue spese nel 1986, ma senza avere quel successo che si sarebbe aspettato e passando sotto silenzio (e fu pubblicato da Le Masque solo nel 1995). Quindi nella cronologia ufficiale appare come primo, quello che effettivamente fu il secondo dei romanzi con Twist, cioè La quatrième porte, pubblicato da Le Masque nel 1987, e a seguire quindi La mort vous invite che sarebbe dovuto essere il terzo diventa il secondo, e il quarto invece diventa il terzo, ossia La mort derrière les rideaux, pubblicato da Le Masque nel 1989.

Il detective Alan Twist non compare subito in questa storia, che segue un po' la stessa andatura del primo romanzo di Carr con Merrivale, cioè The Plague Court Murders: Twist viene interpellato dal suo amico Archibald Hurst solo dopo il primo delitto, così come accade per Merrivale , Capo dei Servizi Segreti, interpellato dall'avvocato Ken Blakegià operativo dei servizi segreti durante la Prima Guerra Mondiale, dopo l'omicidio del medium Darworth in una stanza sigillata dall'interno.

Harris e Brian Thorne sono due fratelli, eredi di una casata scozzese, e di una industria che li ha fatti arricchire. Abitano ad Hatton Manor, la loro villa di campagna circondata da un parco, che è posta in alto rispetto al paese. La loro dimora, come in tutte le leggende scozzesi, pare che sia infestata dal fantasma del prozio Harvey, un individuo, solo e misantropo, molto erudito in opere oscure, che aveva scritto un'opera dai contorni sinistri, che i suoi parenti avevano osteggiato, fino a che qualcuno di essi non aveva deciso di bruciarla e Harvey, distrutto, era morto sulla soglia della sua camera, colpito da infarto, non prima di aver maledetto i propri familiari, annunciando la loro morte in seguito ad incendio, cosa che poi si era effettivamente realizzata. Nella camera, il tappeto era stato trovato bagnato. La sua camera da cui lui aveva lanciato la maledizione e in cui era stata concepita un'opera infernale, era stata sigillata. 

Anni dopo, Harris che ha sposato Sarah Hilton, decide, contro la volontà di suo fratello Brian , che molti considerano un indovino, in quando ha previsto delle cose poi avveratesi, di riaprire la camera di Harvey. Accadranno una serie di fatti, finchè dopo ennesime liti tra i due sposi, anche in seguito alla gelosia di Harris che sospetta che il dottor Meadow, fidanzato di Bessie Blount, aspiri a sua moglie, Harris sarà trovato morto sotto la finestra della camera, e il tappeto di nuovo bagnato. Cosa lega il tappeto alle morti?

Ecco che dopo la morte di Harris, compare sulla scena Twist. Che riflette sui movimenti delle persone coinvolte, che non sembrano avere una condotta chiara. vediamo quali siano queste persone, perchè alcune di loro danno luogo ad un balletto di coppie che sta alla base dei fatti:

Sarah Hilton è sposata a Harris Thorne. Sarah è sorella di Francis che a sua volta è sposata con Paula. Paula è amica di Patrick Nolan. Poi ci sono Bessie Blount , una ragazza del luogo, abitante in una proprietà che confina con Hatton Manor, che è fidanzata col dottor Meadow. Brian è scapolo.

Dopo la morte di Harris, Meadow insidia Sarah, dopo aver lasciato Bessie. Bessie si è rifatta, mettendosi assieme a Patrick Nolan, che è stato sempre segretamente infatuato di Paula.

Passa un anno, e Sarah Hilton comincia ad aver una relazione con Meadow. A questo punto, cominciano a verificarsi degli strani accadimenti, Sarah è sempre più tesa, Paula e Patrick si incontrano per chiarire la loro situazione, e Patrick una sera assiste nel bosco tra la proprietà dei Blount e Hatton Manor ad una cosa che lo lascia assolutamente sbalordito e su cui medita come comportarsi. Proprio quella sera Sarah muore di infarto sulla soglia di quella che Twist ribattezza "Camera del Pazzo", dopo aver fissato qualcosa sul pavimento che l' ha terrorizzata. Ma quando entrano in camera e la soccorrono, trovano la camera vuota e il tappeto bagnato.

Il suo testamento lascia metà delle sostanze ai suoi due genitori e a Francis, metà stranamente a Brian e nulla a Meadow.  

Brian scompare. Tutti lo cercano come responsabile finchè quasi soccombe nell'incendio del capanno dei Blount in cui si era rifugiato. A questo punto, dopo anche un sopralluogo nella cripta dei Thorne, dove viene trovato il cadavere di Harris non nelle condizioni che avrebbe dovuto avere ad un anno dalla morte, ma in quelle a distanza di una settimana, cioè dalla morte della moglie, cosa che ha indotto a pensare a eventi soprannaturali legati a Harris, Twist arriva alla soluzione di piano machiavellico e diabolico. 

Si tratta in sostanza di un whodunnit, molto di atmosfera, ma in cui Halter non ricorre a nessuno dei suoi marchi di fabbrica: omicidi impossibili, camere chiuse, bislocazioni. Il romanzo apparentemente è formato da due parti, ma in realtà sono di più: la prima, che si chiude con il primo omicidio, è formata da una introduzione in cui entrano sulla scena i vari personaggi, vengono illustrati i luoghi, e si parla delle circostanze che starebbero alla base di certe conseguenze, e dalle circostanze che portano alla morte di Harris; la seconda va avanti da un anno dopo l'omicidio, comprende la morte di Sarah, che, avvenuta per infarto, è stata diabolicamente preparata e provocata da tutta una serie di avvenimenti e quindi può dirsi un delitto, poi comprende un terzo tentato omicidio, quello di Brian, e si conclude con la spiegazione di Twist. E di Patrick, alleati. Poi c'è l'epilogo, in cui si creano delle coppie, perchè altre di disfano. 

Nel romanzo, i luoghi hanno la loro importanza, e vi sono numerose messinscene, e cose non dette che coivolgono Sarah, Francis, Patrick, Bessie e Brian.

Il ritrovamento del cadavere di Harris assai poco decomposto mentre lo sarebbe dovuto essere molto di più, verrà spiegato facendo riferimento a procedimenti di conservazione, che Halter ripresenterà anni dopo in Le voyageur du passé. Questo incedere su avvenimenti macabri, qui presente, che è una delle caratteristiche dell'opera di Paul (assieme a Follia, e ai ragazzi, elementi qui assenti) è presente nelle sue prime opere: La malédiction de Barberousse, La quatrième porte, Le Brouillard Rouge, La mort vous invite, A 139 pas de la mort, L'image trouble. E deriva molto probabilmente da Carr. Solo che se in Carr il macabre è qualcosa a cui si ricorre solo per alimentare ipotesi alternative (come in The Burning Court o The Sleeping Sphinx) o per creare atmosfere determinate, come in It Walks by Night, Castle Skull, The Waxworks Murder, Halter vi si sofferma, quasi con un piacere morboso: è un'estremizzazione del macabre carriano, che se presente in gran parte delel prime opere, permea anche alcune successive, come L'allumette sanglante.

Analizzando quest'opera, ma anche altre, notiamo come Halter sovente, ripeta sue idee in varie sue opere: abbiamo visto come la conservazione di una cadavere spiegato nello stesso identico modo ricorra in La chambre du fou e Le voyageur du passé, come la morte procurata con infarto ricorra in La chambre du fou e La dame blanche, come l'idea alla base dell'omicidio sulla neve in La nuit du loup venga variata in maniera impercettibile ma sia poi la stessa in A 139 pas de la mort, quando un cadavere decomposto viene trovato su una poltrona senza che sul pavimento vi siano tracce di passaggio di qualcuno.

Pur riconoscendo come il romanzo sia uno dei migliori di Halter per come il plot sia orchestrato e poi analizzato dettagliatamente, poggiandosi su elementi che vengono annunciati ma non spiegati se non nella soluzione finale (il malore del nonno di Bessie, il tappeto bagnato, la coppa colma d'acqua presente nella Camera del Pazzo, l'uso di un cadavere apparentemente non decomposto, il finto Harris che si presenta in vari episodi dopo la morte di Sarah ad alcune persone), sono d'accordo con Sergio Angelini, quando si parla dei personaggi, di come siano poco visti a tutto tondo, incedendo non tanto sulla loro caratterizzazione psicologica, quando sull'azione degli stessi all'interno della messinscena generale: in sostanza ad Halter interessa spiegare l'arazzo nella sua totalità di colore, ma non gli interessano in se per sè i colori attribuiti ai soggetti rappresentati. Per esempio non spiega per quale motivo l'assassino uccida Sarah, perchè il solo motivo economico non può essere la sola molla di un omicidio tanto efferato e preparato in maniera così diabolica, quasi che i motivi sarebbero altri ma non vengono spiegati. In altre parole, i personaggi di Halter peccano in poca caratterizzazione psicologica, puntando più che altro alla spettacolarizzazione del delitto. E' del resto un tipo di novelization che affonda le proprie radici in un romanzo poliziesco quale quello francese di Boileau, per esempio, il Boileau della gioventù, non quello del suo incontro con Narcejac che invece si fisserà proprio sulla caratterizzazione psicologica di personaggi e situazioni.

Pietro De Palma 



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