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venerdì 29 aprile 2016

Martin Edwards vince l'Edgar Award 2016 con The Golden Age Of Murder, for Best Critical

MARTIN EDWARDS, notevole scrittore inglese di gialli nonchè acutissimo critico di letteratura poliziesca, particolarmente versato alla Golden Age of Mystery, ha vinto poche ore fa l'Edgar Allan Poe Award 2016, l'Oscar per la Detective Fiction, bandito ogni anno da M.W.A., Mystery Writers of America, con il suo notevolissimo saggio, "The Golden Age Of Murder", che analizza la letteratura mystery tra le due guerre mondiali.

Le mie  più vive congratulazioni (già esternate personalmente) e sinceri auguri di nuovi successi.

Pietro De Palma

18 commenti:

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  2. si sa se uscirà in traduzione italiana? Grazie. Potrei sempre leggerlo in inglese, ma se esce in italiano meglio.

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  3. Non lo so proprio. Aspettiamo ancora che esca il secondo Curran su Agatha Christie che arrivò in finale all'Edgar due anni fa, e che era dato in uscita l'anno scorso (e poi è scomparso)... Figurati se e quando uscirà questo. Io penso di no.
    Meglio prenderlo in inglese. A me arriva a giorni. Martin mi manderà una dedica. A proposito hai letto il mio articolo su Chesterton? E' parlando con te che mi è venuta la voglia di scriverlo! Io sto su Anobii, col mio nome (gruppo Bassotti, Camere Chiuse e altri miei: Van Dine, Halter etc..). Se ti va di inviarmi una missiva personale e di raccontarti, casomai ti interessi leggere qualcosa e non sai, etc. etc., io sono a disposizione. Basta iscriverti ad Anobii e poi inviarmi un messaggio dove c'è il simbolo della lettera. Da come scrivi e ti poni, potremmo stabilire dei contatti. Ciao

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  4. In cosa si differenzia il secondo saggio di Curran? Tratta di qualche aspetto particolare dell'opera della Christie? Per quanto riguarda il resto...parafrasando Carr ma non solo, potrebbe dirmi quali sono i 10 mistery da leggere, non i classici, ma quelli usciti negli ultimi 20 anni? G.

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  5. In questo volume John Curran esamina i 60 anni di carriera di Agatha Christie,portando a conoscenza le cose sconosciute circa la sua carriera e pubblicando degli estratti di storie. Soprattutto si segnala la pubblicazione del finale inedito del primo romanzo con Poirot che sarebbe dovuto finire così e invece finì come suggerì l'editore influenzando poi la carriera della scrittrice. Si può dire quindi che l'intuizione del suo editore fu di portata enorme. Altra cosa interessante di questo romanzo è l'evoluzione stilistica della scrittrice, romanzo dopo romanzo, appunto dopo appunto, fino agli abbozzi per un libro che non fu mai scritto. E infine due racconti inediti. Ti pare poco?


    Per il secondo tuo interrogativo, non ho capito cosa tu voglia. Mi chiedi i 30 mystery da leggere non i classici. Ma intendi i Classici del Giallo? Perchè i mystery sono gialli classici! Mi chiedi 30 mystery che non siano apparsi nei Classici del Giallo ma che siano apparsi nel Giallo Mondadori e in altre testate?

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  6. ci sono scrittori contemporanei che si ispirano ai canoni del mystery classico, whoudinit? E quali sono i loro titoli fondamentali? Per il resto, nella mia ignoranza, trovo abbastanza ispirazione nel blog stesso...grazie. Giovanni

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  7. Così è più chiaro! OK. Sì che ve ne sono! Pochi, ma...
    Quelli che sono però a livello dei grandi (intendo Christie, Carr, Queen, Berkeley, Crispin, Marsh, Allingham, Connington, Sayers, etc...) sono di meno.
    Per contemporaneità tu intendi , presumo, ovviamente il tempo presente, quello che stiamo vivendo.
    Mah.
    Direi innanzitutto Colin Dexter e Peter Lovesey, i due principali esponenti del Giallo Classico contemporaneo inglese. Ogni loro romanzo è a sè. Tra i due conosco di più il secondo, ma ho molte opere del primo anche. Tieni conto che mentre Mondadori continua a pubblicare opere di Lovesey, non pubblica più Colin Dexter da molti anni, tanto che ora le sue opere - anche meglio in un certo senso - sono pubblicate da Sellerio e quindi sono facilmente reperibili (più di quelle di Lovesey ristrette al Giallo Mondadori).
    L'Inghilterra detta legge anche per via del Giallo storico. Il più grande ( ma ve ne sono altri, tipo Candace Robb, per es.)è Paul Doherty, altro autore molto pubblicato da Mondadori nel passato e ora non più (purtroppo). Numerose Camere Chiuse e delitti impossibili in atmosfere molto dettagliate, avventurose, ricreate in vari periodo storici, soprattuto quelli inglesi. Anche qui non voglio dire i titoli che ritengo siano migliori secondo me perchè non renderei un utile servizio: per le opere non storicizzate i pareri sono discordi. Faccio un esempio. Il primo romanzo della serie Corbett, Satana a St. Mary è una Camera Chiusa: viene ritenuta una delle opere migliori per la soluzione. Per me invece è banale e ricalca semmai quelle di altri autori del passato (per es. Meirs). Mentre altri sono migliori. I romanzi della serie Fratello Athelstan sono molto godibili (per la coppia di investigatori), mentre quelli della serie della farmacista Kathy etc... che sono posti durante il regno di Edoardo IV quindi dopo la fine della Guerra delle Due Rose, sono pieni di Camere Chiuse (anche se non sempre deltutto originali - ricalcando anche Carr -) e delitti impossibili. Carina anche la serie Shallot. I romanzi di Doherty sono particolari nel panorama del Giallo Storico perchè è un fan di Carr (e si vede!) ed è soprattutto un Preside di un College di Oxford, uno dei maggiori storici inglesi: quindi si può star sicuri della veridicità delel cose scritte seppur romanzate. pensa che anni fa, per l'esame di Istituzioni Medievali II usai delle fonti trovate in alcuni suoi libri che la docente non conosceva. E i romanzi sono davvero belli!

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  8. Ogni tanto si sente di qualche francese. Tre-quattro anni fa venne pubblicato un capolavoro dedicato a Carr con una spettacolare Camera Chiusa. Il romanzo prima era disponibile solo in francese, ma da due anni fa John l'ha messo a disposizione anche del pubblico che legge inglese: vai sul suo sito a questo indirizzo http://www.mylri.com/buy-books-and-e-books/ e cerca
    The Riddle of Monte Verita di Jean-Paul Torok.
    Poi ovviamente ci sono i romanzi di Paul Halter che ho in gran parte letti. Qui mi permetto di indicartene alcuni anzichè altri, tra quelli usciti in Italia:
    La quarta porta, Nebbia Rossa,Cento anni dopo, Le mani bruciate, La camera del pazzo, la morte dietro la tenda rossa, La tela di Penelope, A 139 passi dalla morte, I Fiori di Satana, Fiamme di Sangue, La settima ipotesi, Il demone del Dartmoor, Il cerchio invisibile. In inglese olte che francese, ma le edizioni sono differenti (vd. il mio articolo in questo blog) è presente l'Antologia La nuit du loup che contiene molti racconti con camere Chiuse e Delitti impossibili, un capolavoro.
    Poi c'è l'italiano Giulio Leoni (direi che la migliore serie sia quella di Dante, ma vi sono anche romanzi senza personagigo fisso pubblicati sul Giallo Mondadori): quelli che mi sono piaciuti di più sono stati secondo me, intendiamoci, i Delitti della Medusa, ...e trentuno con la morte, la donna sulla luna. Non vedo altri autori di grande respiro, dico internazionale. Carino e ammiccante è stato uno di Di Marino pubblicato l'anno scorso ne Il Giallo Mondadori, carini anche quelli di Luceri. Sono onesti, ma l'unico italiano che io rispetti in quanto tale è Giulio (anche perchè sono molti anni che pubblica romanzi, quasi venti e quindi è un autore la cui fama è riconosciuta in ambito classico).
    In ambito americano ve ne sono parecchi: ci son stati quelli di De Andrea (carini. De Andrea fu un autore degli anni '80 e '90 che vinse anche degli Edgar). Ora c'è un'autrice di cui verrà pubblicato il primo romanzo nel GiallO mondadori questo mese (che vinse l'Edgar anni fa) che scrive gialli classici, leggeri e brillanti. Diciamo che è una Patricia Wentworth O una Mignon Eberhart contemporanea. Insomma è buona. Meglio della Bowen : ci sono quelli che amano la Bowen e quelli che la odiano: io non la posso sopportare. Odi et amo. Come Lang Lang.
    Poi ci sono i Bill Pronzini (che sono a metà tra Classico e Hard boiled) e i Cook (che sono classici ma molto complessi e scritti sontuosamente e quindi difficili da leggere, e spesso trattano temi non facili). Direi che questi due sono i migliori. Poi ogni tanto si sente qualcun'altro.
    Poi i Giapponesi. Direi che uno dei migliori, ma complesso, iper complesso e morboso, è Keigo Igashino (Giunti). E Edogawa Ran Po (il più grande), ma le cui opere sono oramai esaurite in Italia. Poi ce ne sono altri, ma di cui sentirai parlare se continuerai a leggere il mio blog. Perchè non diventi lettore fisso? Ciao.

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  9. Ringrazio sentitamente della risposta, mi basta per lavorarci quest'estate; ricambio segnalando che la Libreria Chiari di Firenze ha messo in catalogo (consultabile on line http://www.libreriachiari.it/catalogo.htm, fanno anche spedizioni) un numero abbondante di volumi della collana I Bassotti a metà prezzo (e anche de I Mastini). Allo stato di nuovo. Giovanni

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  10. Giova, ti ringrazio della tua segnalazione che immagino sarà utile a molti.
    Io volevo solo citare due autori che mi sono dimenticato di segnalarti: quel Martin Edwards che ha vinto l'Edgar della critica quest'anno (parecchi Gialli Mondadori di taglio psicologico: quest'anno ne uscirà un altro in edicola), Seicho Matsumoto, un grandissimo scrittore Giapponese di cui Mondadori pubblicò solo tre romanzi, di cui il più famoso, un autentico capolavoro, tradotto in numerose nazioni, fu "La Morte è in orario" , GM 1149.

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  11. Ma i tedeschi, nazione che amo, non scrivono gialli, almeno nel senso qui inteso?

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  12. Pochissimi. Me lo sono chiesto anch'io. Qualcosa c'è ma è a livello di Noir, quindi un romanzo poliziesco che fa i conti con la società in cui si ambienta, come i gialli svedesi.

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  13. Venendo all'argomento del post: il saggio di Edwards parla anche di Chesterton o magari è solo citato? Ne approfitto per chiederle poi un opinione sulla Sayers (rimanendo in tema di golden age): perchè è così difficile trovare qualcosa in italiano su di lei? Resta una delle migliori nel tratteggiare soprattutto i personaggi (Lord Peter rimane uno dei miei preferiti, anche Parker e Bunter, fra gli investigatori titolari di una serie) e Il mistero delle campane è uno dei gialli più belli che abbia letto. Non tutto però nei suoi libri, non tutti i suoi libri, funziona al meglio...Giovanni

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  14. Sulle bancarelle si trova parecchio ancora.
    In libreria? Mah, non so. Come stile, scriveva bene (è stata una degli elementi migliori dell'età dell'oro) ma era forse troppo prolissa. Questa sua peculiarità viene ora tratteggiata da molti. Conosco dei critici americani che non la sopportano molto proprio per questa sua verbosità nel tratteggiare le situazioni e i personaggi. Questa prolissicità probabilmente era un caratteristica insita nel suo modo di scrivere, molto denso e pregnante, in certo senso filosofico. La Sayers è stata molto cristiana. Scrisse saggi e opere di critica letterarria ed è stata oltre che una delel prime donne a laurearsi a Oxford anche la prima a tradurre in Gran Bretagna l'intera Divina Commedia di Dante in inglese. Pare che considerasse questa, la sua migliore opera. Non so per quale motivo non vengano riproposte le sue opere, probabilmente anche perchè alcuni romanzi essendo lunghi necessitano di un numero di pagine che non è in sintonia con gli standard editoriali contemporanei, in cui per vendere devi anche limitare il prezzo di copertina. Mi diceva Polillo tempo fa per esempio che un romanzo che ha un numero di pagine molto elevato, per es. Gaudy Night proprio della Sayers che risulta essere il suo unico inedito in Italia, se lo proponesse, dovrebbe dare a colui che materialmente li stampa due euro in più a libro (se viene superato un determinato numero di pagine) e quindi il romanzo diventerebbe meno vendibile perchè a 17,50 euro lo comprorebbero pochissime persone.
    Per Chesterton ti rispondo dicendo che Berkeley, Sayers, Christie, sono citate di più, e Chesterton è citato quanto Carr, di meno dei precedenti ma di più di altri. Dovrei chiederglielo prima o poi. Se vuoi, glielo chiedo e poi rispondo.

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  15. Gliel'ho chiesto e mi ha appena risposto (porca miseria, immediatamente! evidentemente gli sono simpatico). Ecco quello che mi ha detto (sarebbe di per sè capibile ma poi se vuoi lo traduco):
    "Hi Pietro,
    My book focuses on the Detection Club and the books and the members in the 1930s. So Chesterton is covered, but only to a limited extent as his best work was written before then.
    Best
    Martin".
    Ti risparmio i saluti, ma in pratica dice che il suo libro tratta Il Detection Club e coloro che vi furono iscritti . Ora Chesterton vi appartenne, quindi sarebbe coperto, ma solo al limite estremo, giacchè i suoi migliori libri furono scritti prima di allora.
    Soddisfatto?
    Martin è sempre gentilissimo. Un gentleman inglese.

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  16. Ringrazialo da parte mia. Entrambi dei gentlemen. Sayers: in effetti la sua traduzione/commento di Dante per la Pengin è ancora regolarmente in commercio...The Nine Tailors è nella lista dei preferiti di Carr se non mi ricordo male. Buona notte! Giova

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  17. E' anche il più bel Sayers che abbia letto. Assieme ad Alta marea per Lord Peter, e Bellona. Ce n'è ancora uno che non abbia letto ed è un Polillo. Campane mi fu regalato da mia madre. E' un volume rilegato e sovracopertinato, della collana Altri Misteri.
    Grazie a te.

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