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sabato 9 aprile 2016

Agatha Christie : Il geranio blu (The Blue Geranium da The Thirteen Problems, 1932) - trad. Lydia Lax - Mondadori

Una bellissima Camera Chiusa firmata da Agatha Christie, che non tutti conoscono è Il Geranio azzurro (The Blue Geranium).




Il racconto fu concepito assieme ad altri, a formare una bellissima collezione di storie, tutte in qualche modo collegate, le une alle altre, da una singolare situazione: sono storie che si immagina vengano raccontate da un Club del Martedì sera, che si riunisce a casa di Miss Marple a St. Mary Mead. A questo Club del Martedì Sera, appartengono oltre che la stessa Miss Marple, anche suo nipote, lo scrittore Raymond West, e altre persone, tutte sue amiche: l’artista Joyce Lempriere, Sir Henry Clithering (un ex Commissario di Scotland Yard), il Pastore anglicano chiamato Il dottor Pender, e il signor Petherick, un avvocato. 

Il Club si è formato su idea di Joyce, sulla base della convinzione che lei, Raymond, Pender, Petherick e Sir Henry Clithering, siano i soggetti più abilitati a risolvere crimini, e così si è stabilito che ogni martedì sera un membro del gruppo narrerà una storia vertente su un mistero irrisolto, che gli altri tre dovranno tentare di risolvere. Neanche a farlo apposta, l’unica persona che venga invitata a farne parte solo perché è la padrona di casa, cioè Miss Marple, che tutti pensano sia una mite vecchietta, assolutamente non indicata nel riuscire a risolvere storie su efferati delitti, riuscirà ogni volta a fornire la chiave per interpretare ciascun mistero.

La collezione ha quindi una struttura unitaria, che poche opere hanno (ricordo per esempio Poirot e i Quattro, altra opera che più che essere un romanzo è una serie di storie collegata): c’è una storia che fa da apripista, chiamata appunto Il Club del martedì sera (The Tuesday Night Club) e poi una serie di altre storie che vengono a ruota, ognuno diversa dalle altre; l’ultima che chiude la serie, si diversifica dalle altre, perché in essa Miss Marple deve salvare dall’impiccagione un’innocente.
Furono i primi racconti che Agatha Christie scrisse avendo come soggetto Miss Marple: col titolo dell’edizione italiana The Thirteen Problems, furono pubblicati nel 1932 in Inghilterra, mentre l’anno dopo con altro titolo, The Tuesday Club Murders, furono presentati in America.
Rispetto ad altre antologie, evidentemente questa ha una caratteristica peculiare: presenta racconti, scritti più o meno nello stesso tempo, ed inseriti tutti a formare un corpus unico, diversificandoli così da altre raccolte spurie che contengono racconti qua e là scritti e pubblicati.
I tredici racconti, furono pubblicati inizialmente su magazine in Inghilterra, per poi essere riuniti assieme e pubblicati nell'antologia. Ma la pubblicazione in magazine si svolse secondo due momenti distinti: una prima serie comprendente  i  racconti The Tuesday Night Club, The Idol House of Astarte, Ingots of Gold, The Blood-Stained Pavement, Motive versus Opportunity, The Thumb Mark of St. Peter , fu  pubblicata dal dicembre del 1927 al maggio del 1928; una seconda, che comprende I racconti The Blue Geranium, A Christmas Tragedy, The Companion , The Herb of Death, The Four Suspects ,The Affair at the Bungalow , Death by Drowning, fu pubblicata dal dicembre 1929 al novembre 1931. Solo il racconto The Four Suspects fu pubblicato in magazine prima in America rispetto al Regno Unito.
Le affinità con altri titoli sono molteplici: come non ricordare il capolavoro di Berkeley, The poisoned chocolates case, del 1929, in cui in un club di amici, il presidente del Club, lo scrittore Roger Sherringham, presenta un caso che ha scosso l’opinione pubblica su cui i singoli membri dovranno cercare di dire la loro e formularne la soluzione ? E come non ricordare altri romanzi molto posteriori che a quello di Berkeley e ai racconti di Agatha Christie si rifanno? Per esempio Bloodhounds, di Peter Lovesey (1996), oppure Gammal ost, di Ulf Durling ( 1971), due spettacolari Camere Chiuse?
La raccolta comprende due omicidi impossibili: oggi analizzerò il primo; prossimamente l'altro.
The Blue Geranium è una Camera Chiusa bellissima, piena zeppa di indizi, di false piste, ed una soluzione veramente spettacolare: direi uno dei racconto più belli del genere, in cui si ritrova poi quella che è la specialità di Agatha Christie, cioè il delitto col veleno  (come anche nel caso di Belton Cobb e Anthony Berkeley).
Innanzitutto tutto comincia un anno dopo lo svolgimento della prima storia The Tuesday Night Club: Sir Henry Clithering, ospite dei Bantry, suoi vecchi amici a St. Mary Mead, ripensa a quando un anno prima soleva ripercorrere assieme ad altre persone i casi celebri della criminologia rimasti insoluti, e cercare di dar loro una soluzione; e di come una vecchietta inoffensiva, Miss Marple , li aveva surclassati,lui compreso, in lungo ed in largo. E per quello, suggerisce proprio il nome della zitella per una cena, come sesto invitato, a casa dei Bantry: in quella cena metteranno a dura prova l’acume della vecchietta, proponendo un caso rimasto insoluto: il caso di George Pritchard e di sua moglie.
La moglie di George Pritchard, semi invalida, era una donna insopportabile: tirannica ed egocentrica, soleva insultare il marito per ogni minima fisima, ritenendosi la donna più sfortunata del mondo e soprattutto la più malata, visto che era anche ipocondriaca. Aveva una sorta di predilezione per le chiromanti, veggenti ed indovine, ed il marito pur di tenerla contenta, stava zitto su quella processione di ciarlatane che invadeva casa sua. Le infermiere poi, andavano e venivano. Una era stata la favorita, perché aveva anche qualità presunte divinatorie, ma poi era stata licenziata ed un’ altra chiamata al suo posto. Un bel giorno che l’infermiera nuova assunta deve andare a trovare la sorella, e che il marito ha una partita di golf, va a casa della signora Pritchard una indovina e veggente che le dice di aver captato nell’aria un’aura malefica, e che deve stare alla larga dai fiori azzurri, perché per lei sono fatali: a tale scopo fa buttare via delle viole azzure che fanno bella mostra in un vaso.
La signora Pritchard si convince e si suggestiona a tal punto da dare tutta la sua attenzione a tale veggente, chiamata Zarida, che le invia poi una lettera in cui le annuncia di stare alla lontana da tre fiori azzurri dopo la luna piena: la primula azzurra significa “attenzione”, l’altea azzurra significa “pericolo”, il geranio azzurro significa “morte”. Da quel giorno la donna  eleva la sua soglia d’attenzione nei confronti dei fiori azzurri. Questo tuttavia non toglie che incomincino gli incidenti, dopo la luna piena. Infatti la tappezzeria della stanza della signora Pritchard è tale che vi si possono applicare dei gruppi di fiori, e tanti si aggiungono tale è l’effetto che se ne ricava. Ora, un bel giorno in quel prato virtuale fiorito viene avvistata una primula azzurra. Sia l’infermiera che il signor Pritchard diffidano e anzi pensano che vi fosse già prima, ma la moglie invece sostiene che non c’era nessuna primula azzurra. Com’è possibile che sia sbocciata, cioè che sia apparsa una primula che prima non esisteva, dopo la luna piena? Fatto sta che l’incidente non è isolato, perché a distanza di un mese, nuova preoccupazione sorge dopo che viene avvistata tra i tanti fiori virtuali, sempre dopo la luna piena, anche un’altea azzurra. Questa volta, nonostante il marito e l’infermiera abbiano vegliato che non vi fosse. Ma è sorta nella camera della signora, chiusa a chiave dall’interno.
La vicenda diventa paradossale: il marito pensa ad una burla atroce. E la moglie passa i giorni in compagnia della boccetta per rianimare, oramai in preda dei fantasmi e degli spiriti maligni che si anniderebbero nella sua casa, che ella vuole a tutti i costi lasciare. Il marito si oppone e pensa che la moglie “ci marci”, proprio per traslocare.
Ed intanto passa un altro mese. Tutti aspettano la luna piena: una mattina, nonostante la signora suonasse sempre alle 8,00, nessuno si fa vivo, per cui l’infermiera recandosi alle 8,30 presso la sua assistita si accorge che la porta è chiusa dall’interno e nessuno risponde. Il marito fa saltare la serratura e così entrano nella stanza, trovando la donna morta, presumibilmente alle 8,00: causa? Non si sa al momento. Le uniche cose strane sono un vago odore di gas, tanto poco da non costituire pericolo di asfissia,  purtuttavia presente nell’aria, uscito da un rubinetto rimasto colpevolmente un po’ aperto; ed un geranio azzurro, sbocciato sulla parete, nonostante il giorno prima non ve ne fossero sulla parete.
Morta di paura? Chi sospetta del marito, chi di un’amica del marito, che aveva più volte manifestata la volontà di farlo proprio se la moglie non ci fosse stata.  E siccome la gente comincia a mormorare, le voci che vogliono il marito uccisore della moglie aumentano: chi gli attribuisce un atteggiamento, chi altri. E quindi, siccome ci sono anche amicizie femminili del marito con altre donne, la polizia comincia ad indagare e viene dato l’ordine di esumazione della salma, da cui però non si ricava nulla; O meglio non si ricava che la signora sia stata uccisa  qualcosa. E intanto le amicizie femminili del signor Pritchard invece che decollare, si fermano e si sciolgono. E anche sia l’indovina che chi l’aveva mandata, diventano introvabili.
Com’è morta la signora Pritchard?
L’inghippo verrà svelato proprio da Miss Marple, sulla base delle sue conoscenze di chimica, in quanto ex infermiera.  E’ evidente, proprio sulla base di ciò, come Miss Marple fosse una sorta di alter ego di Agatha Christie: infatti la scrittrice durante la prima guerra mondiale era stata infermiera, e proprio da queste esperienze nacquero le acquisizioni che formarono le basi della sua profonda conoscenza dei veleni, e anche più generali nozioni, che in questo racconto vengono esemplificate.
Come i fiori diventavano azzurri? C’entrava la luna piena? Certamente che no! Ma c’entravano nozioni di chimica: e chi era in grado di conoscerle? Ecco il punto! E come aveva fatto ad uccidere la signora Pritchard (perché è evidente che fosse stata assassinata!), nonostante la porta della sua camera fosse stata chiusa dall’interno? E perché c’era del gas nell’aria? Queste sono le domande cui rispondere.
Agatha Christie come al solito le fornisce lasciando il lettore a bocca aperta: qui potrei dire..più che aperta. Mi ricordo che quando lo lessi questo racconto, che ero qualcosa più che ragazzo, mi lasciò stranito, anche perché quelle nozioni che vengono spiegate le avevo studiate, ma non pensavo fossero state applicate ad un racconto poliziesco. Di cosa parlo? Di cianuro di potassio e di cartine tornasole.
Il cianuro di potassio prima di questo racconto era stato usato ( e lo sarà altre volte) in forma di capsule, e di liquido, ma mai o rarissimamente in forma gassosa: è così che la sig.ra Pritchard viene uccisa: sostituendo  il cianuro di potassio ai sali per rianimare nella boccetta relativa che ella tiene sempre a portata di mano, e che annusa all’occorrenza. Ma il cianuro che cosa rilascia nell’aria? Un odore di mandorle amare. Ed ecco la ragione per quel certo odore di gas (gas aperto dalla sera prima, ma appena appena in modo che non si sentisse poi molto ma tanto bastasse a dissimulare un altro odore).

In sostanza la stanza l’avrebbe chiusa lei stessa, e poi annusando dalla boccetta i sali (posto che ne avesse bisogno, ma lei lo faceva sempre) avrebbe annusato le esalazioni di cianuro che l’avrebbero uccisa, non lasciando tracce nel suo corpo. In realtà, l’esumazione era stata fatta pensando di trovare altre sostanze venefiche, e non cianuro, che come si sa impedisce il rilascio dell’ossigeno da parte dell’emoglobina, con il conseguente fatto che il sangue in circolo, anche quello venoso risulta rosso brillante.  Se si fosse analizzato il sangue, qualcuno avrebbe potuto avere dei dubbi, che invece nessuno ebbe. Del resto la morte in seguito ad assunzione di cianuro è la più rapida possibile quando si inala il gas cianidrico gassoso.
Ma se questa è la causa di morte, come mai nessuno ebbe sentori? Perché la boccetta trovata in camera dopo il ritrovamento del cadavere, era piena di Sali. E quell’altra? Fatta opportunamente sparire.
E come i fiori erano diventati azzurri? Con le cartine tornasole. Qualcuno aveva applicato sopra i fiori rossi, dei pezzi di cartina rossa tornasole: anche questo comunemente si sa: che la cartina tornasole azzurra diventa rossa e quella rossa azzurra: la prima per effetto degli acidi, la secondo delle basi. Nel nostro caso, contenendo la boccetta dei Sali ammoniaca, cioè una base, i suoi vapori avevano mutato il colore del geranio di colore rosso in azzurro, e stessa cosa per l’ azalea e la primula. E quando era stato fatto? Dopo la morte, prima di sostituire alla boccetta contenente cianuro quella contenente ammoniaca: ovviamente in un tempo relativamente breve.
Insomma, come si vede, il racconto è un tripudio di indizi, false e vere piste, e ha una soluzione veramente straordinaria, che poche volte ho visto applicata. Del resto una Camera chiusa con veleno non è usuale., anche se questa non è una vera e propria Camera Chiusa o forse lo è? Il fatto è che l’assassino uccide la vittima, facendo in modo che essa si suicidi, in una camera chiusa, che quindi esclude l’intervento di terzi, senza che però nessuno sospetti o debba sospettare che si sia “suicidata”, ma invece che sia morta di paura.
Mi ricordo il Carr di Till Death Do Us Part, che è però un romanzo del  1944. Però il tipo di avvelenamento, mi ricorda dell’ altro: insomma, mi ha fatto ricordare un metodo che trovai applicato in The Murders in Praed Street di John Rhode, che è del 1928, cioè precedente il racconto della Christie: lì un delitto viene commesso tramite una iniezione di gas venefico, se non sbaglio proprio gas cianidrico, in una lampadina che, esplodendo, libera il gas.

Pietro De Palma

3 commenti:

  1. Buongiorno Piero
    Ho letto qualche tempo fa MM e i 13 problemi e assieme a" Morte per annegamento" il Geranio é sicuramente il più valido di una raccolta un po' acerba.

    Nulla da aggiungere se non un addendum. Il Geranio é uno dei pochissimi racconti di MM rappresentato in tv che sia stato mantenuto in buona parte fedele. Il dramma dei MM é che, indipendentemente dalle performance delle Hickson mcEwan o Mckenzie, le trame sono totalmente stravolte rendendo il film di serie B rispetto per esempio ai Poirot.

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    1. Sì, è vero quello che dici. La serie di Poirot è molto meglio sceneggiata rispetto all'originale di quella di Miss Marple e presenta assai pochi stravolgimenti. Semmai talora si notano delle trasposizioni di racconti con struttura di film e avendo ovviamente i racconti molta meno materia sceneggiabile dei romanzi, di sana pianta vengono aggiunti personaggi e trame che non c'entrano nulla con l'originale. Probabilmente questo stravolgimento delle storie di Miss Marple può essere spiegato col fatto che le storie con la zitella sono storie che non hanno altra vita se non quella letteraria, per l'esiguità dei personaggi (e parlo anche di caratterizzazione degli stessi) e anche per la stessa figura. E quindi devono diventare allettabili dal punto di vista filmico. per Poirot è diverso. Poirot innanzitutto è una figura maschile, ha dalla sua un numero impressionante di romanzi e di racconti, ha delle amicizie che a loro volta implicano altri stravolgimenti (per es. Hastings e Cenerentola) e quindi le storie hanno più elementi saldi su cui basarsi: bastano Poirot, Hastings e l'Ispettore per catalizzare l'attenzione. Tanto più che diversamente dalla mole dei romanzi, Hastings compare sempre nei fil o quasi, mentre nella materia letteraria la sua presenza è risicata. E poi ovviamente c'è la presenza dei singoli attori che fanno la differenza. Probabilmente Suchet che è un validissimo attore drammatico e teatrale prima che Poirot ci ha tenuto maggiormente alle sceneggiature. E poi vedi anche il corollario dei film con Suchet...è tutto perfetto. Le musiche sono quelle del tempo, le acconciature, gli abiti: c'è un perfezionismo maniacale che ha reso quella serie un cult.

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  2. Aggiungo una cosa, proprio perchè parli dell'altro racconto: a me della raccolta oltre quello che ho presentato qui, non è piaciuto tanto quello che citi tu, il finale, quanto quello che introduce tutti gli altri, il primo. E non per la storia, che è carina. Ma per il finale. Che viene anticipato. Normalmente la Christie dissimula meglio gli indizi, cosicchè il finale sia da lasciare a bocca aperta. In morte per annegamento, anche se il lettore non ha capito chi possa essere l'assassino, quando lei dice che il ragazzo da lontano ha visto o almeno gli è parso di vedere due figure con una carriola sul ponte, ti viene subito in mente (almeno a me venne subito in mente la carrozzella che una certa persona usa per fare una certa cosa, e allora capisci chi sia l'assassino, prima che sia lei a rivelarlo negli ultimi righi). Invece in Geranio e in Il club del martedì sera, la rivelazione arriva davvero alla fine, e capisci la malvagità dell'omicidio e la complicità che è stata necessaria, e chi sia l'assassino e chi il mandante, proprio dall'aver messo l'arsenico negli zuccherini.

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